Fabio Salvatore: Il cancro, la morte del padre e la scoperta della Fede

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Fabio Salvatore: Il cancro, la morte del padre e la scoperta della Fede

Fabio Salvatore è un giovane ragazzo, fino a qualche anno fa la sua vita era lanciata verso una promettente carriera artistica. Fabio, faceva teatro e televisione, coltivando la passione per la recitazione, era considerato l’idolo delle ragazze nelle discoteche.
Poi la sua vita cambia, quando arriva la malattia chiamata da lui “lo scarafaggio” un brutto tumore, così decide di lasciare tutto e di dedicarsi agli altri.
Lo scarafaggio non è l’unica sofferenza della sua vita perché presto Fabio, si troverà d’innanzi alla morte improvvisa del padre, salito al cielo per un brutto incidente stradale.
Il giovane Fabio ha scritto tanti libri tra cui: A braccia aperte tra le nuvole; Il tuo nome è Francesco.

Com’eri prima di incontrare nel tuo cammino la sofferenza e la fede?
Ero un ragazzo comune, un ragazzo come tanti altri, concentrato nella vita quotidiana e non pensavo agli altri ma a me stesso infatti ero molto egoista ed egocentrico, mettevo me stesso al primo posto. Molte volte mi ripiegavo su me stesso ma agli occhi degli altri ero sempre infallibile ed invincibile.

Una sera, dopo l’ennesimo incontro di sesso con una ragazza conosciuta in discoteca, trovi per strada al ritorno dalla serata, una medaglietta della Madonna di Medjugorje con la scritta MIR che vuol dire PACE. Che succede poi?
Quello è stato uno dei punti chiave della mia esistenza perché in quel momento facevo una doppia vita. Io provengo da una famiglia in cui è sempre regnato l’amore ed in quel momento il mio problema era condurre una vita equivalente a ciò.
In quel momento quella medaglietta, ha rappresentato un piccolo segno per poter ricominciare a vivere meglio.

Quando t’innamorasti di Rossana, proprio in quel periodo, scopri di avere un tumore alla tiroide. Qual è stata la tua reazione?
Giorni prima di scoprire la malattia, avevo fatto una richiesta alla Madonna che era più che altro un segno che chiedevo della sua presenza, le dissi “Maria se ci sei mandami qualcuno da amare” e poi incontrai questa ragazza , la quale si chiama Rossana e siamo stati insieme per 8 anni.
Dopo scoprii di aver contratto un carcinoma alla tiroide. Questo ha rappresentato per me, un altro snodo della mia vita personale, della mia sofferenza ma soprattutto nel percorso totale della mia rinascita.

Hai fatto un viaggio in Marocco dove incontri la sofferenza di molte altre persone, sentendoti simile a loro. E’ a quel punto che accetti la malattia?
Per me non era un problema affrontare ed accettare la malattia, perché in quel momento ero proiettato verso delle risvolte professionali, stavo facendo teatro per cui non mi interessava tanto pensare alla malattia perché tra me e me credevo che tutto si sarebbe risolto. Invece non siamo noi a decidere le cose e bisogna affrontarle e prenderle di petto cercando di non darle per scontato.

Successivamente con Rossana andate in Portogallo. Cosa succede in quel viaggio?
In Portogallo, andammo precisamente a Fatima e lì avvenne il mio primo incontro con Maria. Vedere la bellezza di quel Santuario, la forza e soprattutto vedere il cammino che facevano le persone nella sofferenza. C’erano persone paralizzate, senza braccia , diversi tipi di sofferenza e mi son trovato a rivedere la mia vita sia dal punto di vista umano che dal punto di vista spirituale.

Una notte in albergo, nel dormiveglia vedi una luce. Puoi raccontarci?
Vedo una grande luce e molto serenamente la guardo, devo dire che anche altre volte mi è capitato, è un caro amico che non c’è più e tante volte viene a ristorare il mio cuore. Tante volte, durante il sonno, succedono delle cose meravigliose e riesco a sentire questo calore, questo abbraccio; l’abbraccio di una persona che ormai è diventato un angelo del cielo.
Il sapere di non essere solo nella fatica e di essere accompagnati nel proprio cammino, credo che sia la cosa più bella che ci possa capitare e ciò mi ha spinto a fare delle scelte importanti nella mia vita e ad andare avanti.