Impariamo da Gesù l’umiltà del cuore❤

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 11,25-30.
In quel tempo Gesù disse: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli.
Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te.
Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare».
Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò.
Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime.
Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero».

Commento vangelo Mt 11, 25-30. 

Il progetto che Dio rivela non è capito dai superbi, dagli orgogliosi, da coloro che pensano di sapere tutto. Questo progetto, invece, è accolto da coloro che si fanno piccoli. Farsi piccoli non vuol dire tornare indietro negli anni, diventare bambini fisicamente, ma vuol dire vivere, nei confronti di Dio, alla stessa maniera con cui vive un bambino piccolo di tre o quattro anni, che si fida totalmente del papà e della mamma.

Non ci sono altre strade: se si vogliono davvero conoscere i segreti di amore del Padre, si deve avere il coraggio di accettare, con semplicità, la povertà nella nostra vita. San Francesco d’ Assisi ha intrapreso la strada della semplicità e della povertà evangelica e ha vissuto le parole di nostro Signore Gesù Cristo.

Essere poveri significa essenzialmente ringraziare sempre e dovunque Dio per ogni evento bello e brutto che ci accade nella vita. Inoltre, avere un animo da poveri, significa sforzarsi di accogliere tutti, indistintamente, come fratelli.

Emanuele Maida

 


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