Padre Samir Khalil Samir ci svela tutto sull’Isis

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#Padre #Samir #Khalil #Samir è un gesuita, filosofo, teologo, orientalista ed un esperto #islamista che in quest’intervista esclusiva ci aiuterà a capire meglio il movimento chiamato “#Isis” che già da un po’ di tempo sta seminando terrore e paura nel mondo. Approfondiremo anche l’islamismo ed il Corano, 2 realtà lontane da ciò che l’Isis professa, in nome di un Dio che uccide.

Padre Samir, il terrorismo islamico da chi e da cosa dipende?
Il terrorismo è frutto delle varie tendenze fondamentaliste islamiche. Le più importanti di questa linea sono il Salafismo, che cerca la riproduzione di tutte le usanze del settimo secolo; e il Wahhabismo, che è nato alla fine del 700 e che si è diffuso essenzialmente in Arabia, ed è diventato la forma giuridica dello Stato della Arabia Saudita e del Qatar, due paesi ricchissimi grazie al petrolio.
Il terrorismo è frutto di questo pensiero radicale dell’Islam. Senza l’Arabia Saudita e il Qatar, il terrorismo islamico non potrebbe far nulla.

Qual è l’obiettivo del terrorismo?
L’obiettivo del terrorismo è di imporre una visione radicale dell’Islam, considerata da loro autentica e la più materialmente identica, a ciò che si faceva 14 secoli fa, al tempo di Maometto il fondatore dell’Islam.
Tornando al passato desertico dell’Arabia e alle usanze di allora, prendendo alla lettera il Corano, considerato come testo increato, cioè divino. Questa è la caratteristica dell’Islamismo: il letteralismo.

Il credo dei musulmani ha qualcosa in comune con ciò che professa l’Isis?
Il credo dell’Islam è basato su 5 punti: a) credere in un unico Dio cioè Allah (parola araba usata dagli Ebrei e i Cristiani arabi già prima dell’Islam) e che Maometto è Suo profeta; b) la preghiera recitata 5 volte al giorno in orari prestabiliti; c) il digiuno durante il mese di Ramadan dall’alzar del sole fino al tramonto; d) pagare una specie di tributo alla comunità che si chiama la zakāt; e) ed infine, se è possibile per chi può, fare il pellegrinaggio alla Mecca una volta nella vita.
Per diventare musulmano basta recitare questa frase in arabo in presenza di testimoni musulmani: “Sono testimone che non c’è altro Dio che Dio e che Maometto è il Suo profeta”.
In un certo senso, il terrorismo è frutto del Corano, nel senso che ogni musulmano ha l’obbligo di diffondere l’Islam, con tutti i mezzi possibili, fino all’estremità della terra. Il problema sta proprio in questo obiettivo, visto dall’Isis come uno scopo dell’umanità, per il quale tutti i mezzi sono ammessi se sono stati praticati, suggeriti o ammessi da Maometto.

Il Corano ha qualcosa in comune con la Bibbia cristiana?
Il Corano è nato in un ambiente dove c’erano dei cristiani alla Mecca e degli ebrei a Medina. Maometto è nato alla Mecca, dove c’erano sia cristiani etiopi (che erano i protettori della città), sia cristiani arabi che non appartenevano alla grande Chiesa ma che erano un gruppo speciale cristiano.
Maometto, fece un’esperienza spirituale, e cominciò a diffondere quest’esperienza nel 610. Nel 622, fuggì a Medina dove c’erano 3 tribù giudaiche arabe. Per cui il Corano contiene delle allusioni esplicite al cristianesimo, per esempio tutta la storia dell’annunciazione, della nascita di Gesù, la figura di Maria provengono direttamente dalla tradizione cristiana autentica.
Ciò che i musulmani dicono di Gesù e Maria è molto bello, ispirato sia al Vangelo che agli apocrifi. Però non hanno capito il messaggio cristiano su Cristo.
Perciò, il Corano nega assolutamente la crocifissione di Cristo, e dunque tutto ciò che il Cristianesimo chiama “la redenzione”, cioè il fatto che Cristo salva l’umanità liberando chi lo vuol seguire dal suo peccato; questo è negato nel Corano.
Il Corano nega la Trinità , perché la intende come un triteismo e pensa che la Trinità sia costituita da Dio, che ha generato fisicamente Gesù, e da Maria. Ecco perché considerano la Trinità come un offesa a Dio, come un politeismo. Dunque non rimane praticamente niente del dogma cristiano.
Inoltre negano la divinità di Cristo, il quale è per loro un uomo perfetto, ma pur sempre uomo.
Per riassumere, il Corano nega: la Trinità, l’incarnazione e la Redenzione, cioè tutti i dogmi fondamentali del cristianesimo. Inoltre, aggiunge un dogma islamico, cioè che Muhammad (Maometto) è il “sigillo dei profeti” (khātam al-nabiyyīn = Corano 33:40).

Quello che sta accadendo nel mondo per mezzo dell’Isis, è uno scontro religioso o uno scontro politico?
Il problema è che la religione e la politica non si distinguono nell’Islam. L’islam è un progetto globale: politico, economico, militare, sociale, culturale e spirituale.
L’Isis vuole tutto questo! Nel 7° secolo questo pensiero era comune a molte religioni.
L’Isis non è diretto contro i cristiani, in primo luogo è composto da un gruppo maggioritario che sono i Sunniti contro un gruppo minoritario che sono gli Sciiti.
Gli Sciiti sono nel mondo circa il 15% e i Sunniti sono 85%. Il Governo Iracheno è governato da una maggioranza di sciiti, lo stesso vale per la Siria che è governata dagli Alawiti che sono un ramo degli sciiti.

Perché L’Isis ha un accanimento contro i luoghi storici e di radice cristiana, ed infatti ha minacciato più volte Roma ed il Vaticano?
L’Isis in primo luogo è contro i musulmani sciiti e secondariamento è contro l’Occidente che è identificato da loro con i cristiani.
Quando loro parlano contro l’Occidente, intendono il potere e l’aspetto politico dell’America, della Francia … da loro quell’aspetto dell’Occidentale è visto come il potere nemico. Secondo l’Isis, a governare il mondo dovrebbe essere l’Islam!
Inoltre considerano tutta la modernità come un male, perché va contro le tradizioni islamiche, in particolare per l’etica sessuale, ma anche a causa del potere economico, politico e militare.
Allo stesso tempo, l’Isis combatte la modernità, con tutti i mezzi moderni, cioè con le bombe e con gli aerei che vengono dall’occidente. Per cui c’è una contraddizione interna all’interno di questo movimento islamico.

Secondo lei, L’Isis farà mai un dietrofront?
Credo che accadrebbe questo nel caso in cui ci sarebbe un altro Stato più forte capace di fermarlo.

Essendo anche un gesuita ed un teologo, possiamo paragonare l’Isis alla figura di Satana?
Certamente no! L’Isis è una deformazione umana, basata su una volontà di conquistare il mondo per farlo entrare, per forza se necessario, nel “campo” islamico. Per questi motivo “positivo” (per loro), tutti i mezzi anche disumani sono validi.
La maggioranza dei musulmani non è favorevole all’Isis, ma sono corrotti dai soldi e non hanno il coraggio di criticare un loro fratello religioso.
Inoltre molte cose che fa l’Isis si trovano più o meno nel Corano e nelle parole attribuite a Maometto, per cui nessuno ha il coraggio di ribellarsi.
Come l’ho detto prima, il problema maggiore è teologico, cioè il modo di considerare il Corano. Se lo vedo come “parola increata da Dio”, allora non l’ho posso toccare né interpretarlo. Bisogna prenderlo alla lettera. Ma è da ricordare che, molti secoli fa, tanti musulmani dicevano che il Corano non era la parola stessa di Dio, ma era ispirato da Dio a Maometto. Prima c’era un dibattito, oggi il Corano è considerato divino … e la porta dell’interpretazione è chiusa, come si dice spesso oggi: ughliqa bāba l-igtihād. E questo è la tragedia dell’Islam, che ha dato nascita ad Isis e a tante guerre.
Servizio di Rita Sberna


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