Santa Veronica Giuliani “Il Risveglio di un Gigante”

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Intervista al Regista, montatore e direttore della fotografia italiana Giovanni Ziberna.

All’età di 21 anni Giovanni, firma il suo primo montaggio di un’opera cinematografica.

Nel 2006 a Gorizia insieme a sua moglie Valeria Baldan e Mattia Vecchi fonda la “Sine Sole Cinema” un’associazione cinematografica indipendente.

In quest’intervista, ci racconta del docu-film che ha ideato dedicato alla vita di una grande santa come Santa Veronica Giuliani “Il Risveglio di un gigante”.

 

Eri ateo e non battezzato. Come ti sei avvicinato alla fede?

Ho iniziato ad avvicinarmi alla fede prima delle riprese del film. E’ stato fondamentale l’incontro con Fra Emanuel, che è stato il Presidente dell’associazione mariana “Gli amici di Santa Veronica” ed è un frate libanese che da più di 10 anni, aveva avuto la missione di riuscire a realizzare un film su Santa Veronica Giuliani e di creare un Santuario in Libano.

Le due cose si sono avverate quest’anno perché c’è stata sia l’uscita del film che la realizzazione del santuario in Libano in tempi record.

Sono nato in una famiglia atea e sono cresciuto con dei dubbi perché il creato mi urlava che non era stato creato soltanto dall’uomo e così sono partito alla ricerca di Dio, cercando di darmi delle risposte che cercavo con le mie forze. La cosa sicura per me era che queste risposte non le avrei trovate nella chiesa (ero un po’ superbo).

Con l’arte, ho cominciato ad approfondire questa ricerca, prima con la pittura e poi con il cinema, ed ho cercato di utilizzare delle risposte: l’arte come mezzo di scoperta e come mezzo di studio di queste verità invisibili.

Attraverso il primo film che abbiamo prodotto con la Sine sole cinema “La terra nel sangue” abbiamo incontrato un critico cinematografico Eusebio Ciccotti, che ci aveva invitato ad un Festival a San Giovanni Rotondo e mentre ci faceva visitare i luoghi di San Pio, uscendo dal santuario ci disse che aveva sentito nel suo cuore che dovevamo girare un film su Santa Veronica Giuliani.

E così ci ha presentato il frate libanese che aveva proprio questa missione.

La mia reazione da “non battezzato” ovviamente è stata di scetticismo ma abbiamo accettato ugualmente di incontrare Fra Emanuel ed ovviamente è stato un bell’incontro.

 

Santa Veronica Giuliani da Leone XIII è stata definita un gigante di santità ma nonostante questo è poco conosciuta …

Infatti proprio quest’aspetto ci aveva colpito. Per un anno questa proposta è rimasta in stand-by, perché Fra Emanuel aveva preso accordi con altre persone per realizzare il film, ma era saltato tutto e nel suo cuore sentiva che noi potevamo essere le persone giuste, anche se c’è stato un forte combattimento spirituale dentro di me. Non entravo in chiesa e non facevo il segno della croce.

Ma alla fine Dio è riuscito ad aprirmi il cuore e così abbiamo iniziato a lavorare su questo enorme progetto.

 

Fra Emanuel ci aveva detto che il diavolo avrebbe fatto di tutto pur di non fare uscire il film, così ci ha consigliato di fare una preghiera di protezione e un giorno Fra Emanuel mi presentò Fra Elias, proprio lui cominciò a pregare su di me, ed in quel momento sentii un fuoco che partiva dalla pianta del mio piede fino alla testa, ed è iniziato il mio si a Dio.

 

Santa Veronica ha visitato più volte l’inferno. Secondo te si parla poco nella nostra società di questo luogo infernale, visto che molti ne negano l’esistenza?

Assolutamente si. Viviamo in un tempo di confusione e raccogliamo i frutti di un periodo in cui si è proprio smesso di parlare di questo ma anche del giudizio di Dio. Santa Veronica ha avuto il privilegio di vedere il suo giudizio, un esperienza rarissima che pochi santi hanno vissuto.

Non si parla né dell’inferno, purgatorio e paradiso ma nemmeno di cosa sia la misericordia di Dio.

 

A te personalmente, cosa ti ha colpito di Santa Veronica?

Sicuramente il fatto che lei sia stata una perfetta imitatrice di Gesù Cristo e per questo riesce a trasfigurare e a cambiare il dolore in amore e in gioia.

 

Santa Veronica è stata un’apostola di Maria. Qual è il tuo rapporto con la Madonna?

Come si fa a non amare tantissimo la nostra Madre?! Il dono che Gesù ci ha dato sotto la Croce ovvero consegnarci la sua dolce Mamma, è un dono preziosissimo e non c’è via per la santità se non quella che passa per la scuola di Maria.

Santa Veronica su questo c’insegna tanto e ce ne accorgiamo anche leggendo le sue 22.000 pagine di diario di quanto lei amasse la Madonna.

Ma nonostante questo suo grande amore per Maria, Gesù un giorno la rimproverò dicendole che non amava abbastanza la sua Santa Madre.

Questo ci fa capire di quanto dovremmo amarla di più ogni santo giorno.

Maria è colei che ci porta a Cristo e ce lo presenta come lo ha presentato ai pastori.

 

Veronica Giuliani ha combattuto tanto con il demonio. Ci puoi raccontare qualcosa in merito a ciò?

Il demonio si accaniva contro di lei tantissimo, soprattutto quando scriveva il diario. Cercava di macchiarle i fogli, di bruciarli, di non farla scrivere. Molte volte la picchiava, una volta è arrivato perfino a spaccarle una gamba e per obbedienza al suo confessore, Santa Veronica ha chiesto al Signore di guarirla e la gamba si è rincollata.

Tanti tranelli il demonio architettava per cercare di farla cadere, come quello di indurla a diffidare della sua superiora o della sua guida spirituale e del suo confessore.

Ma una cosa che il demonio ha cercato di fare in tutta la sua vita è stata proprio quella di cercare di allontanarla dalla Madonna perché proprio l’aiuto di Maria la rendeva invincibile d’innanzi ai pericoli del demonio.

 

Una delle caratteristiche che accomuna i santi è l’obbedienza. Forse uno dei peccati che noi uomini commettiamo è proprio la mancanza di obbedienza?

La disubbidienza è il peccato del diavolo ed è la radice di tutti i peccati come d’altronde anche la superbia. Chi è superbo non vuole obbedire!

L’obbedienza è la chiave della salvezza.

 

Alcuni accenni mistici sulla vita di Santa Veronica Giuliani: E’ stata l’unica cappuccina stimmatizzata della storia, ha ricevuto l’incoronazione di spine, ha bevuto il calice del Getsemani, ha ricevuto flagellazioni ed ha portato la Croce del calvario di Gesù (dall’autopsia poi si vedrà l’osso incavato).

Dialogava con Gesù e Maria sin da bambina, ha visitato il Paradiso, il Purgatorio e per ben 7 volte l’Inferno.

La Madonna la definì: “Cuore del mio cuore; Prediletta tra le mie predilette”.

Per obbedienza al suo padre spirituale, Santa Veronica ha riportato le sue esperienze mistiche in un diario di 22.000 pagine oggetto di studio di molti teologi.

 

L’amore si è fatto trovare! Questa è la causa del mio patire. Ditelo a tutte, ditelo a tutte! Le ultime parole di Santa Veronica Giuliani al suo confessore prima di partire per il cielo.

 

Servizio di Rita Sberna

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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