50 preghiere per cercatori di speranza

50 preghiere per cercatori di speranza

Lei si reputa una cattolica alla ricerca oppure ha già trovato delle risposte?

Senz’altro ancora in ricerca! Non per nulla, si dice che il vero credente è colui che si pone molte domande e ha poche risposte.

Nel Vangelo, quelli che incontrano Gesù, compresi gli apostoli, non fanno altro che porre domande ( più o meno giuste o imbarazzanti, tipo “chi è il più grande?- Cosa devo fare per avere la vita eterna?- Maestro, dove abiti?- Chi ha peccato, lui o i suoi genitori? etc et …)Il problema della fede, è che per rispondere a tal genere di domande……bisogna PRIMA aver fede!

Cioè non si deve capire per credere, ma credere per capire. Ecco perché quando qualcuno mi chiede se ho trovato risposte, rispondo che certo qualcuna l’ho trovata, ma la risposta, non può che essere un cammino .

 

Lavorando con i giovani, ci sa dire che tipo di speranza attendono e quali sono i loro dubbi e le loro incertezze che riguardano la fede?

Spesso, soprattutto i giovani, pensano che aver fede sia pensare sempre al peccato o alla morte.

Io  invece preferisco dire che l’uomo ha bisogno di credere, non solo per morire bene, ma anche per vivere bene, pienamente. La fede, aggiunge qualcosa alla vita, la motiva, le fornisce  nuove coordinate: è insomma un “di più” di vita. Non bisogna dimenticare che l’immagine di Dio, è sempre associata al banchetto, all’abbondanza di frutti, di vino, di vita .

E Gesù stesso, spiega “Sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza”.

Certamente spesso da giovani, ma anche ad ogni età, ci si ritrova davanti alla crisi, ma si tratta proprio di partire da essa, dalla” crisi”( personale o sociale che sia) dalla” mancanza”, (di questa o quella cosa): ma non aver paura della crisi, fidarsi che strada facendo, si arriverà ad una destinazione imprevista.

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Molti amici mi hanno anche ringraziato perché il libro è piccolo di formato e prezzo e si porta in borsa facilmente….e questo mi ha ricordato un validissimo consiglio di papa Francesco:

«Io consiglio tante volte di portare sempre con sé un piccolo Vangelo- oltretutto comprarlo costa poco,-  per tenerlo nella borsa, in tasca, e leggere durante la giornata un passo del Vangelo: lì è Gesù che parla.”

Ecco, ai giovani suggerirei di partire da queste parole.

 

 

Ha in progetto di scrivere un prossimo libro?

Si. Sarà una riflessione sulla Parola, ma collegata al trovarsi in montagna. Come dicono alcuni grandi maestri contemporanei ”pregare significa fare un pellegrinaggio dal particolare all’universale…saldare il silenzio delle stelle, con il frastuono dei giorni” ( E. Ronchi). E forse in montagna questo lo si coglie più facilmente ed in modo più diretto.

Si tratta di ritagliarsi nel caos quotidiano, momenti in cui fermarsi a guardare la propria vita, per cercarvi le Sue tracce. Credo che questo modo di pregare, diventi spontaneamente una ricerca di speranza ( di qui il titolo del mio primo libro) : ma in effetti, quasi ogni testo, in tutti i miei libri,  presenta due fasi, collegate tra loro:” la partenza”, dalla vita di ogni giorno,( che spesso porta quasi  a un grido verso Dio)  e la” trasformazione” di  quel grido, alla luce della speranza cristiana,( ricercata nella Parola o nelle parole di grandi santi e pensatori).

 

Servizio di Rita Sberna