Home Commento al Vangelo di don Daniele Abbiamo il cuore duro come quello dei discepoli

Abbiamo il cuore duro come quello dei discepoli

C’è un’espressione nel Vangelo di oggi che ci aiuta ad entrare in quello che può sembrare qualcosa di molto lontano dalla nostra vita, cioè Gesù che cammina sulle acque.

Il Vangelo infatti dice che Gesù dopo la moltiplicazione dei Pani costringe i suoi discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra Riva. Gesù costringe i suoi discepoli ad entrare in una situazione di pericolo. E per di più senza di lui. Come pensare che Dio ci ami quando ci costringe ad entrare in una barca, cioè in una situazione della vita, in mezzo al mare in tempesta senza di lui?

Sì, è meraviglioso. Quando si tratta di miracoli ma poi durante i giorni e le ore è assente. Belle le liturgie, le feste, la predicazione, i pellegrinaggi ma perché mi costringe a stare in situazioni che non comprendo, a stare in una relazione difficile, a vedere i miei figli che soffrono, a stare in un lavoro dove i superiori mi chiedono l’impossibile.

Abbiamo il cuore duro come quello dei discepoli, siamo induriti perché schiavi delle nostre paure. Noi pensiamo che siano gli eventi a trascinarci nella angoscia e nella paura, ma non è così.

In mezzo al mare in tempesta e al vento che soffia contrario si svela il nostro cuore duro. Questo tempo di Natale stiamo celebrando il Signore che ha preso la nostra carne e quindi che conosce anche le nostre paure. Gesù ci comprende e con il nostro corpo e con il nostro sangue attraversato la morte, con questo nostro corpo ha camminato sul mare, passando oltre la nostra paura per attirarci a lui. Non è un fantasma, è in carne ed ossa, lui è vivo nella nostra notte, e non ci lascia soli nelle nostre tempeste.