All’ospedale Bambino Gesù sono stati effettuati 4 trapianti dallo stesso donatore

I quattro ragazzi dai sei ai ventun’anni, stanno tutti bene ed hanno ricevuto un organo da un solo donatore.

Da molti mesi erano in attesa di un cuore, un fegato e due reni. Una delle pazienti ha 21 anni era stata trapiantata già 11 anni fa, ma era andata incontro ad un rigetto ed ha ricevuto un cuore. Poi c’è un ragazzo di 19 anni che ha ricevuto un fegato, mentre due reni sono stati trapiantati in un bambino di 6 anni e un ragazzo di 17.

Il professor Marco Spada, responsabile di chirurgia epato-bilio-pancreatica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, ha risposto a qualche domanda di Vatican News.

Tra le varie cose, il professore ha parlato del nuovo metodo di trapianto per mezzo della macchina per perfusione.

“E’ una tecnologia innovativa che sta modificando e rivoluzionando l’attività di trapianto d’organo negli ultimi anni e che, sostanzialmente, ci consente di conservare in modo molto più efficace gli organi che preleviamo dai donatori deceduti, prima di trapiantarli. Mentre fino a pochi anni il metodo di conservazione era l’ipotermia, cioè tenere gli organi nella soluzione di conservazione a 4 gradi centigradi. Queste macchine consentono proprio di far circolare all’interno dell’organo o la soluzione di conservazione fredda che viene arricchita di ossigeno, oppure di fare circolare all’interno dell’organo sangue ossigenato. Entrambi i casi ci consentono di conservare molto più a lungo gli organi ed in modo anche molto più efficace e anche di valutare la funzionalità, la vitalità dell’organo, mentre noi li perfondiamo. Grazie a questa tecnologia siamo in grado di trapiantare più organi, di usare organi che precedentemente non avremmo utilizzato e, quindi, in ultima analisi, di fare un numero maggiore di trapianti, con risultati che sono migliori grazie alla migliore modalità di conservazione che viene offerta da questi sistemi di perfusione.”

 

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