Andrea Sartori: la nostra famiglia è la nostra parrocchia

(fonte: Pixabay)

Una comunità parrocchiale affidata ad un diacono permanente e alla sua famiglia

 Nel settembre 2018, il cardinale Angelo De Donatis affidò la parrocchia di San Stanislao a Cinecittà al diacono Andrea Sartori e alla sua famiglia. In quell’occasione il cardinale disse «Vediamo dove ci porta la Parola di Dio». Andrea Sartori ha ricevuto una missione: fare comunione con i parroci della zona, non avere fretta e privilegiare l’ascolto delle persone.

Andrea ha quattro figli: Francesco 21 anni, Simone 19 anni, Matteo 18 anni ed Elisabetta 12.

Andrea vive in parrocchia con i suoi quattro figli e la moglie Laura Posani. Quest’ultima si occupa dell’ambito della carità: «Questo è il fondo finanziato dall’Unione Europea, poi al piano di sopra abbiamo altri alimenti per chi non ha diritto ma è lo stesso nel bisogno. Insomma, si soccorre al di là della burocrazia».

La parrocchia è dedicata al polacco san Stanislao, ed è chiamata a fare da ponte tra le case popolari e una realtà di media borghesia. «Una zona dove non mancano problemi, dalla carenza di lavoro allo spaccio di droghe. C’è effettivamente gente che non riesce a pagare neanche i 20 euro di affitto mensile, e non arriva a fine mese per preparare un pasto», dice Laura.

Ecco cosa racconta Andrea al settimanale “Credere”: «Qui non c’è il prete che fa tutto, ma proviamo a essere una grande famiglia dove tutti ci si interessa degli spazi comuni e si collabora nell’animazione». In cantiere la risistemazione dei campetti da calcio dell’oratorio e del campo di bocce. Il rappresentante legale della parrocchia, secondo la legge, è un parroco in pensione, don Plinio Poncina, che celebra Messa e ascolta le confessioni. Andrea, che fino alle 15 lavora in Laterano per la protezione dei dati personali della diocesi, cura la catechesi, i Battesimi, la preparazione al Matrimonio e ai sacramenti, e la pastorale in generale… «Quando sono arrivato sono andato in giro a incontrare la gente, ho pranzato con la piccola comunità rom che staziona poco lontano dalla parrocchia e presso le famiglie che mi hanno ospitato sui terrazzi delle case popolari».

Chi è la figura del diacono?

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Il diaconato è il primo grado del sacramento dell’Ordine; gli altri due sono il presbiterato e l’episcopato. Può costituire una tappa intermedia verso il sacerdozio o rimanere un ministero per il “servizio” (diaconato permanente), documentato fin dai tempi degli apostoli. Il diacono può amministrare il Battesimo, distribuire l’Eucaristia, assistere e benedire il Matrimonio, portare il viatico ai moribondi, leggere la Sacra Scrittura, istruire ed esortare, presiedere al culto e alla preghiera dei fedeli, amministrare i sacramentali (le benedizioni, ad esempio), presiedere ai riti funebri.

I diaconi permanenti possono essere ordinati sia tra i battezzati celibi, sia tra coloro che sono già sposati; se però sono celibi, dopo l’ordinazione non possono più sposarsi. Similmente non si può più risposare il diacono rimasto vedovo.

Fonte. Gaudium Press di Rita Sberna