Angelus di domenica 29 marzo

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Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Il Vangelo di questa quinta domenica di Quaresima è quello della risurrezione di Lazzaro (cfr Gv 11,1-45). Lazzaro era fratello di Marta e Maria; erano molto amici di Gesù. Quando Lui arriva a Betania, Lazzaro è morto già da quattro giorni; Marta corre incontro al Maestro e gli dice: «Se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!» (v. 21). Gesù le risponde: «Tuo fratello risorgerà» (v. 23); e aggiunge: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore vivrà» (v. 25). Gesù si fa vedere come il Signore della vita, Colui che è capace di dare la vita anche ai morti. Poi arrivano Maria e altre persone, tutti in lacrime, e allora Gesù – dice il Vangelo – «si commosse profondamente e […] scoppiò in pianto» (vv. 33.35). Con questo turbamento nel cuore, va alla tomba, ringrazia il Padre che sempre lo ascolta, fa aprire il sepolcro e grida forte: «Lazzaro, vieni fuori!» (v. 43). E Lazzaro esce con «i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario» (v. 44).
Qui tocchiamo con mano che Dio è vita e dona vita, ma si fa carico del dramma della morte. Gesù avrebbe potuto evitare la morte dell’amico Lazzaro, ma ha voluto fare suo il nostro dolore per la morte delle persone care, e soprattutto ha voluto mostrare il dominio di Dio sulla morte. In questo passo del Vangelo vediamo che la fede dell’uomo e l’onnipotenza di Dio, dell’amore di Dio si cercano e infine si incontrano. È come una doppia strada: la fede dell’uomo e l’onnipotenza dell’amore di Dio che si cercano e alla fine si incontrano. Lo vediamo nel grido di Marta e Maria e di tutti noi con loro: “Se tu fossi stato qui!…”. E la risposta di Dio non è un discorso, no, la risposta di Dio al problema della morte è Gesù: “Io sono la risurrezione e la vita… Abbiate fede! In mezzo al pianto continuate ad avere fede, anche se la morte sembra aver vinto. Togliete la pietra dal vostro cuore! Lasciate che la Parola di Dio riporti la vita dove c’è morte”.
Anche oggi Gesù ci ripete: “Togliete la pietra”. Dio non ci ha creati per la tomba, ci ha creati per la vita, bella, buona, gioiosa. Ma «la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo» (Sap 2,24), dice il Libro della Sapienza, e Gesù Cristo è venuto a liberarci dai suoi lacci.
Dunque, siamo chiamati a togliere le pietre di tutto ciò che sa di morte: ad esempio, l’ipocrisia con cui si vive la fede, è morte; la critica distruttiva verso gli altri, è morte; l’offesa, la calunnia, è morte; l’emarginazione del povero, è morte. Il Signore ci chiede di togliere queste pietre dal cuore, e la vita allora fiorirà ancora intorno a noi. Cristo vive, e chi lo accoglie e aderisce a Lui entra in contatto con la vita. Senza Cristo, o al di fuori di Cristo, non solo non è presente la vita, ma si ricade nella morte.
La risurrezione di Lazzaro è segno anche della rigenerazione che si attua nel credente mediante il Battesimo, con il pieno inserimento nel Mistero Pasquale di Cristo. Per l’azione e la forza dello Spirito Santo, il cristiano è una persona che cammina nella vita come una nuova creatura: una creatura per la vita e che va verso la vita.
La Vergine Maria ci aiuti ad essere compassionevoli come il suo Figlio Gesù, che ha fatto suo il nostro dolore. Ognuno di noi sia vicino a quanti sono nella prova, diventando per essi un riflesso dell’amore e della tenerezza di Dio, che libera dalla morte e fa vincere la vita.

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RIFLESSIONE DI SABRINA MANUELLI
Buongiorno a tutti amici nel Signore,
l’omelia del Papa di questa V domenica di Quaresima deve farci riflettere sul racconto della morte di Lazzaro nel Vangelo di Giovanni.
Questo brano, apparentemente triste, ci fa pensare a quante volte abbiamo pianto di fronte al lutto.
Si sa, la distanza fa soffrire chi resta, ma in realtà, chi ci ha preceduto alla Casa del Padre, ci è vicino più di quanto possiamo immaginare perché è avvolto nell’Amore di Dio.
Di fronte alla morte, Gesù ci dice ancora oggi:”Io sono la Risurrezione e la Vita… Abbiate fede! In mezzo al pianto continuate ad avere fede, anche se la morte sembra aver vinto. Togliete la pietra dal vostro cuore”.
Il Signore ci chiama ad eliminare dal nostro cuore tutte le pietre che ci feriscono: il pregiudizio, l’ipocrisia, l’emarginazione del povero e l’offesa.
Se eliminiamo queste pietre, allora, la nostra vita rifiorirà e splenderà con Cristo.
La risurrezione di Lazzaro, è il simbolo della rigenerazione del Credente nel Battesimo,dove tramite il Segno della Croce, veniamo purificati e inseriti nel Mistero Pasquale; con l’effusione dello Spirito Santo, che riceviamo con il Sacramento della Cresima, diventiamo testimoni e soldati di Cristo che si impegnano a diffondere il Vangelo con la propria vita quotidiana, camminano con la fede salda e lottano per la Vita che è il dono più bello che ci è stato dato.

Il Signore Gesù ci benedica e ci protegga con l’intercessione della Vergine Maria e di San Giuseppe.
Fiat Voluntas Tua
Amen