Casa Sollievo della sofferenza tra difficoltà da covid e fede

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Ulteriore linfa con il nuovo direttore sanitario 

Chi scrive conosce molto bene la struttura sanitaria di Casa Sollievo della Sofferenza a San Giovanni Rotondo sia per motivi professionali che per motivi strettamente personali. Nel corso di diversi lustri ho avuto modo di apprezzare sensibilità e professionalità del personale medico e paramedico che in una incessante quanto laboriosa e frenetica attività porta avanti la vita della struttura voluta da San Pio.

Tuttavia nell’apprendere del ritorno come direttore sanitario del dottor Luigi Pacilli è stato inevitabile un guizzo di positivo entusiasmo legato alla conoscenza di questa figura di professionista che dietro ad un aspetto apparentemente rigido e austero nasconde una grande umanità e una grande sensibilità doti le quali, unite ad una spiccata professionalità e ad un acuto intuito, costituiscono i giusti ingredienti per una ottimale gestione di una simile struttura secondo i principi che Padre Pio ha voluto porre alla base della vita ospedaliera di Casa Sollievo. Nel corso degli anni è accaduto più volte che gli aspetti economico amministrativi, organizzativi, e tutti gli aspetti legati al budget della struttura abbiano avuto forse la meglio rispetto all’attenzione verso l’aspetto umano del paziente che sembra essere passato alcune volte in secondo piano; una cura della persona che insieme a quella prettamente medica e spesso stato il motivo principale per cui migliaia di pazienti nelle regioni circostanti hanno deciso di sottoporsi a ricovero presso Casa Sollievo.

L’idea di ospedale di padre Pio non è legata solo ed esclusivamente ad una estrema devozione nei confronti del Santo o ad un alto livello di specializzazione dei reparti ma anche alla certezza di trovare risposta a una sofferenza umana, conseguenza di quella fisica, da parte degli operatori sanitari.

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Questa consapevolezza distingue l’attuale direttore sanitario Pacilli insieme ad altri professionisti quali, ad esempio, i membri dell’Unità Operativa Complessa di chirurgia senologica, facendo sì che la risposta che il paziente rinviene non è solo di tipo scientifico e medico ma anche e soprattutto umano. Si spera che le difficoltà economiche e organizzative, che la struttura ha dovuto affrontare a causa della pandemia covid,  possano essere superate velocemente e brillantemente senza però perdere mai di vista le parole che San Pio da Pietralcina ha posto a fondamento dell’attività della struttura di Casa Sollievo della Sofferenza.
D’altra parte se un primo miracolo è avvenuto per la costruzione di una struttura che è iniziata senza disponibilità economica non si comprende perché gli attuali problemi non possono essere egualmente superati con un atto di affidamento; senza mai dimenticare, però,  le parole di Padre Pio:

“Voi avete la missione di curare il malato ma se al letto del malato non portate l’amore non credo che i farmaci servano a molto. Portate Dio ai malati, varrà più di qualsiasi altra cura.”

avv. Domenico Oliva