L’intervista racconta la storia di Chiara, una giovane mamma di 25 anni che vive in provincia di Salerno e che sui social si fa conoscere come Chiara Pupi. La sua testimonianza ruota attorno alla maternità vissuta in condizioni difficili, segnate dal citomegalovirus (CMV) contratto in gravidanza.

Due figli, due storie diverse

Chiara è mamma di:

  • Naomi, una bambina “in cielo”, la cui gravidanza fu interrotta su consiglio dei medici a causa di valori molto alti del CMV e del rischio elevato di gravi malformazioni.
  • Liam, nato vivo e oggi bambino “speciale”, affetto dallo stesso virus.

La differenza tra le due gravidanze, spiega Chiara, è che nel caso di Liam non le furono consigliate le analisi, quindi non ebbe la certezza della presenza del virus. Se l’avesse saputo, afferma, non avrebbe comunque interrotto la gravidanza.

Cos’è il citomegalovirus secondo Chiara

Chiara spiega in modo semplice che:

  • Il CMV è un virus che, se contratto in gravidanza, può causare gravi complicazioni.
  • Il rischio è maggiore nel primo trimestre, ma può esserci anche dopo.
  • Consiglia alle donne di fare controlli dal primo al nono mese, perché il virus si può contrarre facilmente e in alcuni casi si può curare durante la gravidanza.

La condizione di Liam

Liam è nato sordo e, dopo il primo anno di vita, sono emerse altre difficoltà:

  • Diagnosi di autismo (iperattività, comportamenti auto-lesivi).
  • Necessità di affrontare quotidianamente situazioni impegnative.

Nonostante tutto, Chiara racconta di aver accolto suo figlio con amore e determinazione: guardarlo le dà la forza di andare avanti.

Essere una giovane mamma di un bambino con disabilità

Chiara non nasconde le difficoltà:

  • Paure, dubbi, sacrifici, limiti.
  • Momenti in cui manca la forza.

Ma ribadisce che rifarebbe la stessa scelta: portare avanti la gravidanza, anche senza sapere cosa l’aspettava.

Il messaggio alle donne favorevoli all’aborto

Chiara si rivolge con decisione alle donne che pensano di interrompere una gravidanza:

  • Invita a riflettere profondamente, senza lasciarsi condizionare da partner o medici.
  • Ricorda che l’interruzione dura pochi minuti, ma il dolore può durare anni.
  • Racconta che lei stessa, dopo quattro anni, non ha ancora trovato pace per la perdita di Naomi.
  • Sottolinea che “la vita è preziosa” e che “i figli devono viverla”.