Il coraggio, la fede e la battaglia di Patrizia Revello, un angelo in cielo

Il coraggio, la fede e la battaglia di Patrizia Revello, un angelo in cielo

     Come ha affrontato la malattia, Patrizia?

Io credo che Patrizia, fosse pienamente consapevole che nella sua malattia c’era qualcosa di straordinario… me lo fa pensare un’altra intenzione di preghiera che lei scrisse sempre alla Madonna del Buon Consiglio il 24 luglio del 2014 nella quale diceva: “Donami la forza per affrontare questa malattia e fa’ che, nel mio dolore, possa essere lucernaia!”.

La scoperta della malattia non aveva minimamente intaccato la sua fede, perché “Gesù è bravo!”, mi diceva spesso Patrizia, anche quando tutto andava storto e gli esiti degli esami indicavano un avanzamento della

malattia. Quel “Gesù è bravo” denota la grande confidenza che Patrizia aveva con il Signore che era per lei amico, padre, fidanzato e con il Quale aveva un dialogo costante.

Quando venivo sopraffatto dallo sconforto nel vedere il suo fisico sempre più indebolito giorno dopo giorno dal progredire della malattia, Patrizia era solita ribadirmi che “Il Signore non permette mai una croce che non si è in grado di portare, per quanto difficile possa sembrare!” e poi ancora che “Il Signore non manda le malattie ma può permetterle: Lui ha un progetto più grande per ciascuno di noi”.

Se mi permetti, leggerei ciò che don Filippo disse nell’omelia ai funerali che dice molto bene come Patrizia ha affrontato la malattia…Egli rivolgendosi a Gesù disse:“Hai manifestato in Patrizia le tue opere, la tua misericordia! E questo perché lei, pur nelle sue fragilità e nella sua debolezza di creatura, si è resa disponibile! Anche nella malattia non Ti ha chiesto la guarigione ma la forza per accettarla e per vivere in pienezza il tempo che le rimaneva! È così che – come desiderava ardentemente – è diventata per molti strumento di incontro con Te, attraverso la preghiera e la carità. Patrizia non ha vissuto le opere di misericordia, lei si è fatta affamata, assetata, prigioniera della malattia, spogliata della salute, carcerata del suo dolore, straniera per molti che pregavano per lei senza neppur conoscerla, affinché noi potessimo vivere la misericordia standole accanto!

Sembra incredibile ma più la malattia la immobilizzava e le toglieva l’alito vitale più il vento forte della Tua vita divina, il vento del Tuo Spirito sembrava agire, in lei e in quanti aveva accanto, preparando chissà quali frutti… e oggi sembra soffi con una forza inaudita! Aiutaci a confidare con la fede che ciò che agli occhi del mondo parrebbe una disgrazia per noi diventa chicco che muore nella terra per portare in futuro frutti abbondanti! Sì Gesù! Oggi accogli accanto a te una guerriera che ha combattuto la buona battaglia della fede, diffondendola attorno a sé”.

Anche Sua Eccellenza Padre Francesco Guido Ravinale, vescovo di Asti, nella sua testimonianza personale su Patrizia sottolinea che nell’ultimo colloquio avuto nella cappella dell’ospedale di Asti si rivolse a lei con queste parole: “Ammiro la tua forza e la tua rassegnazione. Mi dai coraggio per affrontare le mie piccole croci quotidiane. Sei preziosa perché preghi per tutti e perché metti le tue sofferenze nel tesoro della Chiesa, per farne moneta sonante di redenzione. Sei vicina a Gesù, sulla croce come Lui, paziente come Lui e partecipe con Lui della salvezza del mondo”.

Leggi di più:  La musica è il miracolo che Dio ha fatto nella mia vita

 

Ad aprile 2015 compie il suo ultimo pellegrinaggio a Medjugorje. Raccontaci

Partimmo con gli amici dell’Associazione della Beata Madre Speranza di Gesù di Collevalenza di cui facevano parte il dottor Lino Perazzo e la moglie Liliana Cornici, per festeggiare la Pasqua. Patrizia ci teneva davvero tanto a tornare a Medjugorje, dove si era già recata diverse volte, per salutare la Regina della Pace, a cui era devotissima, in quanto in cuor suo sapeva che quella sarebbe stata l’ultima volta: lo aveva confidato proprio agli amici di Collevalenza, nonostante i medici avessero dichiarato la sua guarigione.

Una volta giunti a Medjugorje nonostante le fatiche pregresse legate alle terapie, che le avevano comportato delle lesioni ossee, Patrizia decise di offrire anche qui le sue sofferenze alla Madonna, percorrendo sia il Podbrdo che il Križevac a piedi scalzi. Durante quel pellegrinaggio alloggiammo all’hotel della veggente Ivanka, con la quale Patrizia ebbe un colloquio privato, dal quale ne uscì rinata. Così scrivono Ivanka e suo marito Rajko: “Cara Patrizia, grazie per tutto quello che hai fatto di buono durante la tua vita. Portavi gioia, pace e serenità alla gente, specialmente durante la tua via crucis. Grazie di tutto e ti porteremo sempre nei nostri cuori e nelle nostre preghiere”. Poi un giorno a Medjugorje, dopo aver assistito all’apparizione della Madonna e fatti straordinari di cui fummo testimoni noi e tutto il nostro gruppo, Patrizia si voltò e mi disse: “Non ho più paura di morire”: la Madonna aveva accolto la sua preghiera!

In quel pellegrinaggio conoscemmo il caro don Giorgio Botti, che da quel giorno al termine di ogni messa non smise mai di recitare preghiere per la sua guarigione insieme ai suoi parrocchiani, oltre che fornire sostegno spirituale a me e a Patrizia con una costante comunicazione epistolare.

Leggi di più:  Ilaria Masi “Padre Pio mi ha incoraggiata ad operarmi al cuore”

 

Parlaci dell’associazione nata a seguito della morte di Patrizia …

In sua memoria abbiamo fondato con i suoi genitori, Giuseppe e Rita e il suo Padre Spirituale Don Filippo Torterolo, l’“Associazione dott.ssa Patrizia Revello” che ha la sua sede operativa al Santuario del Buon Consiglio. Tra gli obiettivi dell’Associazione, primo fra tutti vi è quello di finanziare la ricerca oncologica sul cancro al seno “triplo negativo”, una delle neoplasie femminili più aggressive che colpisce le donne in giovane età, contro quale la scienza medica dispone di scarsissime armi. È quindi importante investire in fondi per la ricerca farmacologica. Tra le altre iniziative dell’Associazione vi è l’aiuto ai poveri e bisognosi e organizzare momenti di preghiera in ricordo di Patrizia e pellegrinaggi in località a lei care.

Ad oggi abbiamo già destinato 15 mila euro all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, in particolare al gruppo di lavoro guidato dalla professoressa Nadia Zaffaroni del Dipartimento di Oncologia Sperimentale e Medicina Molecolare per una ricerca della durata di un anno. La scelta del centro di ricerca a cui destinare i finanziamenti è stata avallata da una nostra commissione medico scientifica, composta da medici di diverse specialità, coordinata dal Prof. Gianni Balliano, ordinario di Biochimica presso il Dipartimento di Scienza e Tecnologia del Farmaco all’Università di Torino e relatore di Tesi di Laurea di Patrizia e da una commissione religiosa coordinata dal Prof. Don Filippo Torterolo.

Altre nostre iniziative finora realizzate, grazie all’aiuto di numerosi soci e del Direttivo composto da 12 membri, hanno visto offerte elargite a Suor Kornelia a Medjogorje, molto cara a Patrizia  che si occupa di bambini e anziani abbandonati, la quale aveva pregato insieme a tutti i suoi bambini per lei, poi a Suor Noemi Adinolfi della Fraternità Missionaria Giovanni Paolo II che opera tra i più poveri nella foresta amazzonica, abbiamo inviato farmaci attraverso l’O.M.S. ai presidi ospedalieri del Brasile e del Perù e a Sr. Noemi e molta altra beneficenza e opere di carità sono state fatte in memoria di Patrizia. Il Direttivo sostiene a distanza anche tre bambini, alcuni di loro malati, che versano in condizione di estrema povertà e che vivono nella regione di Anajas, in Brasile, dove opera proprio Sr. Noemi.

Leggi di più:  “Tutto è grazia e io ringrazio Gesù”. Il nuovo libro di Pina Bello