Quello che accade nella nostra vita ha un nesso profondo che è la trama dell’opera di Dio, il filo rosso della Provvidenza che si dipana dentro la storia: come si dice, Dio scrive dritto sulle righe storte.
Siamo stanchi e oppressi quando ci affatichiamo nel trovare da soli il senso delle cose senza lasciarci insegnare dal Signore.
Imparate da me, dice il Signore, imparate da me che ho un cuore mite e umile. Un cuore mite è un cuore paziente, che non giudica le cose con fretta e superficialità. Un cuore umile invece è il contrario di un cuore superbo.
Il superbo è colui che gestisce da solo la sua vita, senza bisogno di Dio. L’umile invece è colui che conoscendo la propria piccolezza si appoggia totalmente in Dio Padre.
Ecco, queste due caratteristiche la mitezza e l’umiltà ci permettono di leggere bene i fatti della nostra vita e finalmente trovare riposo. Quando finalmente abbiamo una lettura pacificata dei fatti della vita entriamo nella lode e nella benedizione che sono il segno del riposo di Dio.
Riposiamo allora con giogo del Signore, che è la croce. Il giogo non lo può portare un animale da solo, ma deve essere sempre portato in coppia. Gesù Cristo stesso diventa il nostro coniuge, colui che come dice la parola porta con noi il giogo, e ci insegna ad andare al giusto passo nella vita e non ci lascia soli con i nostri pesi.









