Don Francesco: “La malformazione alle gambe, il sacerdozio e una vita di evangelizzazione”

Don Francesco: “La malformazione alle gambe, il sacerdozio e una vita di evangelizzazione”

Un giorno, già in età adulta facesti una domanda coraggiosa e delicata a tua madre, le chiedesti: “Mamma ma se tu durante la gravidanza avessi saputo della mia malformazione, avresti ugualmente, portato a termine la gravidanza?” Cosa ti rispose tua madre?

Stavamo guardando un programma tv che con tanta facilità faceva propaganda all’aborto. Ed ecco la mia domanda che vede seguire una risposta raggelante. “Mi avresti abortito?” … “Si… ma ora che vedo con i miei occhi ciò che sei e cosa puoi fare ti partorirei 100.000 volte”.

Da qui compresi che le coppie vanno formate, aiutate, sostenute, incoraggiate. Chi aveva parlato a mia mamma del valore della vita? Nessuno.

 

A tal proposito, secondo te cosa spinge una donna ad abortire?

Tanti possono essere i motivi che spingono una ragazza o una donna ad abortire. Innanzitutto, per la maggior parte delle persone la vita è tale solo dopo la nascita, pertanto, quel cuoricino che inizia a farsi sentire nel grembo non è vita. Questo è mostruoso.

Poi nelle giovani generazioni manca l’educazione all’amore. I genitori non si preoccupano delle figlie se a 14/15 hanno già avuto rapporti sessuali ma si scandalizzano e corrono ai ripari se rimangono incinte. Il riparo è l’aborto.

Poi, oggi, la cultura, la politica, il pensiero comune ci sta insegnando che tutto è lecito in ogni momento. Se non rimettiamo la moralità nel cuore dell’uomo, ritorneremo a Sodoma e Gomorra, anzi noi le abbiamo già superate perché siamo arrivati oltre. Ci si professa cattolici e si firmano carte leggi contro il Dio in cui si dice di credere. E’ Grave tutto ciò. L’uomo, chiunque esso sia, fosse un Papa, un vescovo, un primo ministro, non è Dio.

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Da piccolo, percorrevi km a piedi pur di andare a messa la domenica …

La mia famiglia non frequentava la chiesa, i sacramenti. Io mi avvicinai alla parrocchia per il catechismo in preparazione alla prima comunione e da quel momento non l’abbandono più. Loro non mi accompagnavano e io dovevo trovare il modo per andarci e l’unico modo in quel momento era farmi 2 km a piedi. La cosa più importante è che i miei genitori oggi frequentano la Chiesa tutte le domeniche. E questa è una grande grazia che ho chiesto al Signore.