Don Francesco: “La malformazione alle gambe, il sacerdozio e una vita di evangelizzazione”

Don Francesco: “La malformazione alle gambe, il sacerdozio e una vita di evangelizzazione”

Quando sentisti esattamente che il Signore ti chiedeva di seguirlo da sacerdote e soprattutto quale fu la reazione dei tuoi genitori?

La mia vita iniziò a cambiare concretamente quando in parrocchia, all’età di 13 anni circa incontro la realtà del Movimento Apostolico, sorto proprio nella nostra diocesi di Catanzaro-Squillace, per opera dell’Ispiratrice e Fondatrice Signora Maria Marino, che da 40 anni opera per il ricordo e l’annuncio del Vangelo.

Sarò eternamente grato al Movimento Apostolico. Quando mi chiedono: “Che cos’è il Movimento Apostolico?”. Io parto dalla mia personale esperienza e uso un immagine. Il Movimento Apostolico è stato per me una luce in una stanza buia. Io vivevo continuamente in una stanza buia; sbattevo a destra e a sinistra senza rendermene conto. Quando il Movimento Apostolico è entrato nella mia vita, è come se una luce fosse entrata nella stanza buia del mio cuore. E così incominciai a vedere ogni cosa, ogni particolare e incominciai anche a indirizzare i miei passi. Parlo di luce perché il MA mi ha dato il Vangelo che è luce vera per le genti. Chi non dona il Vangelo non dona Cristo, dona se stesso e le parole umane se pur tra le più belle, non riscaldano e convertono il cuore.

Strano a dirlo, senza accorgermene, non chiedo più guarigioni fisiche, ma un amore grande per la vita e per le vite altrui. E questo grande miracolo il Signore me lo ha concesso.

All’età di 18 anni, si decide di fare un passo importante ma non credevo, così sofferto. I medici avevano sempre sconsigliato i miei genitori, prima di quell’età di fare degli interventi chirurgici perché c’è un tempo fisico/biologico in cui i tendini si allungano da soli. Dovevo, appunto, fare due interventi di allungamenti dei tendini. Abbiamo deciso di intervenire, per due volte, prima al tendine destro e poi al sinistro. Intanto, avevo già deciso di entrare in seminario e ne avevo già dato comunicazione e il vescovo aveva già accolto la mia domanda. Gli interventi e la riabilitazione, però, furono molto lunghi e dolorosi e ritardarono di un anno il mio ingresso in seminario.

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Parto per Milano per gli interventi. Nel cuore sapevo di non guarire, di non risolvere nulla. Al Signore servivo in quel modo. Però, non volevo deludere le attese di mamma e papà che aspettavano quel momento da 18 anni. Avevano già pensato alla festa da fare! Sono stati dei mesi bruttissimi e dolorosissimi. Per un lavoro fatto male, ho dovuto assumere morfina. Dopo l’intervento, mi dovettero sostituire il gesso perché fatto male e troppo stretto. Riecheggiano ancora nelle mie orecchie le mie gridate per il dolore, ma la sofferenza più grande era vedere il mio papà che doveva mettere in tasca del fisioterapista la mancetta per fare bene il suo dovere o il viaggio in treno della mia mamma, di ritorno a casa, con un fortissimo mal di denti, di notte, perché c’erano tre fratelli soli ad aspettare. Permettetemi di aprire una parentesi (i veri campioni di vita sono proprio i genitori. Chi non ha amore per i propri genitori è un ingrato ed egoista).

Che delusione dopo il secondo intervento quando per la prima volta, tolto il gesso metto i piedi a terra. I primi passi. Nel volto di mio padre non leggo nessuna emozione. Questo era segno che era avvenuto ben poco. Del resto, me lo aspettavo!

Ma anche questo passa. Torno a casa. Ora la mia preoccupazione era solo quella di rimettermi ed entrare in seminario.

Un altro segno per me strano. Un giorno, mi trovavo in Chiesa e in mezzo alla folla mi sento chiamare e mi viene regalato un bastone che conservo come qualcosa di preziosissimo e mi viene detto che sarebbe stato il bastone della mia vecchiaia. Svanisce ogni piccolissima ombra di dubbio in me. Prima piangevo per guarire e ora piangevo per la gioia. Quel bastone avrebbe separato nel mio cuore la tempesta e portato una pace indescrivibile che non vi so spiegare.

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E’ molto strano il Signore. Non cercate di comprenderlo perché Lui si diverte a svelarsi e nascondersi.