Don Francesco: “La malformazione alle gambe, il sacerdozio e una vita di evangelizzazione”

Don Francesco: “La malformazione alle gambe, il sacerdozio e una vita di evangelizzazione”

Come ho scoperto la vocazione. Negli incontri di catechesi o di spiritualità del Movimento Apostolico ascoltavo spesso una frase del Vangelo che dice: “La Messe è molta e gli operai sono pochi”. Ero aperto a questa strada ma non la pensavo più di tanto. volevo diventare un veterinario. Mai avrei pensato che il Signore, da medico degli animali, mi avrebbe fatto medico delle anime!

Ecco cosa mi porta a decidere per il sacerdozio! Un giorno mi trovavo nel giardino di casa a leggere il mio vecchio libricino della prima comunione e nel leggere il rito della Santa Messa, in particolare le parole della consacrazione: “Prendete questo è il mio corpo… Prendete questo è il mio sangue…”, provai un brivido particolare e subito rivolgendomi a Gesù gli dissi: “cosa vuoi da me?”. Da quel momento, nel mio cuore, allora, un grandissimo desiderio entrare in seminario per consacrare la mia vita a Dio e ai fratelli.

 

Un giorno, in chiesa accadde un episodio che fu “una tentazione che voleva deviarti dalla chiamata del Signore”. Ci racconti?

Fu proprio in parrocchia durante la celebrazione delle prime comunioni che avvenne qualcosa di veramente triste per me. Mentre servivo la messa delle prime comunioni cado a terra con il calice in mano con il sangue di Cristo. Lo stringo forte forte che non va perduta neanche una goccia, ma da quel giorno si perde il mio coraggio. Mi dicevo: “se non riesco a tenere un calice come posso fare altro”… la crisi più profonda. Questa è l’opera della tentazione, è il lavoro subdolo del diavolo che in ogni modo e con ogni mezzo si adopera per portarti lontano dal cuore di Dio. L’aiuto, però del Padre spirituale, l’esempio vivente di Papa Giovanni Paolo II che ebbi la grazia di conoscere personalmente e di ricevere la sua benedizione mi diedero grande forza e coraggio per continuare il cammino intrapreso.

Leggi di più:  Monica Marangoni: “Non possa fare a meno della fede e dell’Eucarestia”

E così oggi sono sacerdote del Dio vivente. Certo, non si può racchiudere una vita in poche righe ma queste sono le grandi meraviglie che il Signore ha operato nella mia vita.

Cosa ha fatto il Signore nella mia vita? Ha trasformato e spazzato via questi pensieri e mi ha reso un uomo nuovo. Per il mondo non è questo un miracolo eclatante ma per me si. Oggi il sorriso è sulle mie labbra, sul mio viso, nel mio cuore, nei miei gesti. Oggi sono felice.

Oggi sono un giovane sacerdote felice e sereno, pieno di vitalità ed energia che lotta e si impegna con i suoi limiti per annunciare il vangelo.