Siamo alla fine dell’anno liturgico e di nuovo ascoltiamo questo Vangelo che abbiamo proclamato solo qualche domenica fa. Ma la parola di Dio è sempre nuova perché ci trova in situazioni nuove.
La descrizione che fa il Signore in questo Vangelo non riguarda il futuro, ma riguarda il nostro presente. Nella nostra vita avvengono guerre e rivoluzioni, ma anche terremoti, cioè scossoni improvvisi ai nostri equilibri.
La tentazione nei momenti di crisi è quella di lasciarci ingannare, di affidarci a qualche soluzione di comodo pur di sopravvivere alla paura di quei momenti. Ma il Signore dice una cosa: non vi terrorizzate.
È necessario che avvengono sconvolgimenti, sono importanti i problemi che stai affrontando, non sono incidenti di percorso, ma sono Provvidenza di Dio. È necessario che tutti i falsi appoggi ai quali chiediamo la vita crollino, che il Signore non lasci pietra su pietra di tutti i nostri inganni e di tutte le nostre superficialità.
È necessario essere azzerati per poter essere veramente salvati. Questa parola del Signore ha il potere di togliere ogni paura, c’è una sapienza che dobbiamo cogliere: quando sembra che tutto si sta distruggendo, c’è Dio che sta agendo e non per il nostro male, ma per la nostra salvezza. Non c’è da arrovellarsi il cervello, da massacrarci con ragionamenti e pensieri, ma da fidarci di Lui.









