La Candelora si celebra il 2 febbraio, quaranta giorni dopo il Natale. Ricorda il momento in cui Maria e Giuseppe portarono Gesù al Tempio di Gerusalemme per offrirlo a Dio, secondo la legge ebraica.
È chiamata Candelora perché, fin dai primi secoli, la Chiesa benedice le candele, simbolo di Cristo che è “luce per illuminare le genti” (parole del vecchio Simeone nel Vangelo).
Significato spirituale
- Maria offre il Figlio a Dio con cuore obbediente.
- Gesù entra nel Tempio come Luce del mondo.
- Simeone e Anna, due anziani giusti, riconoscono in quel Bambino il Messia atteso.
- La festa unisce luce, speranza e consacrazione.
Era un mattino limpido a Gerusalemme. Le strade erano animate da pellegrini che salivano verso il Tempio con offerte e preghiere. Tra la folla, una giovane coppia avanzava con passo tranquillo: Maria, che stringeva tra le braccia il piccolo Gesù, e Giuseppe, che portava l’offerta dei poveri, due colombe.
Quando entrarono nel grande cortile del Tempio, un anziano di nome Simeone si fermò di colpo. Da anni aspettava il Messia, e lo Spirito gli fece capire che quel momento era arrivato. Con occhi pieni di stupore, si avvicinò a Maria e prese il Bambino tra le braccia.
Le sue mani tremavano, ma il suo volto era radioso. «Ora posso morire in pace», mormorò. «Perché i miei occhi hanno visto la Luce che Dio manda per tutti i popoli.»
Poco distante, l’anziana profetessa Anna si unì a loro. Guardò Gesù e iniziò a lodare Dio, raccontando a tutti che quel Bambino era la speranza d’Israele.
Maria ascoltava in silenzio, custodendo ogni parola nel cuore. Sapeva che quel Figlio era un dono, e quel giorno lo offriva di nuovo a Dio, con amore e fiducia.
Quando uscirono dal Tempio, il sole era alto. La luce che Simeone aveva visto non era solo nel cielo: era nel mondo, portata da quel Bambino che avrebbe cambiato la storia.










