1. Una giovinezza ribelle e lontana da Dio
Fra Stefano racconta di essere cresciuto con un carattere timido, ma presto assetato di vita e trasgressione. Già da bambino compie scelte che riconosce come moralmente sbagliate e, intorno agli 11 anni, matura l’idea che “non conviene essere buoni”. Vive in un ambiente difficile e si lascia trascinare da modelli culturali e musicali ribelli: rock, letteratura maledetta, filosofia del sospetto.
2. Il sogno della musica e la rabbia verso Dio
Da adolescente sogna di diventare una rockstar. Si trasferisce a Bologna, cerca produttori, scrive canzoni e suona in una band hard rock. I testi contengono anche elementi blasfemi, frutto di una crescente rabbia verso Dio e verso la Chiesa. I suoi idoli sono le icone del rock trasgressivo: Elvis, Jim Morrison, Hendrix, Led Zeppelin.
3. Il contatto con una setta e la paura
Senza rendersene conto, entra in contatto con un gruppo che si rivelerà una setta. Durante un incontro percepisce una presenza oscura e una richiesta di sottomissione. Spaventato, invoca Gesù per giorni, chiedendo liberazione. Questo episodio diventa una prima, drammatica apertura verso Dio.
4. Il crollo interiore e il ritorno ai sacramenti
Nonostante tutto, continua a correre verso il basso finché distrugge la relazione con una ragazza che amava. Questo fallimento lo schiaccia e lo porta a riconoscere il bisogno di perdono. Entra nella chiesa dell’Annunziata a Bologna, si confessa e partecipa alla Messa. Durante la celebrazione sperimenta un forte incontro con l’amore di Dio, come se un velo gli cadesse dagli occhi.
5. I luoghi della svolta spirituale
Tre luoghi segnano il suo cammino:
- Bologna: l’inizio della conversione.
- La Verna: un ritiro che gli fa intuire la chiamata francescana.
- Medjugorje (1996): durante una Messa, ascoltando il Vangelo, percepisce chiaramente la chiamata al sacerdozio.
6. La vocazione francescana e la croce
Fra Stefano entra giovane nell’Ordine dei Frati Minori. Riconosce che, insieme alla grazia, arriva anche la croce: prove, lotte interiori, persecuzioni spirituali. Ma tutto diventa parte del cammino cristiano e sacerdotale.
7. Vent’anni di pastorale giovanile
Da due decenni si dedica ai giovani. Nota che molti hanno paura di rispondere alla chiamata di Dio, spesso soffocata da un semplice “sì, poi vedrò”. Vede talenti sprecati e vite diventate mediocri per mancanza di coraggio. Allo stesso tempo, negli ultimi anni percepisce una crescente sete di verità.
8. Come discernere la chiamata
Secondo lui, quando Dio chiama, all’inizio lo fa con delicatezza. Ma quando la persona comincia a rispondere, la chiamata diventa come un innamoramento: inevitabile, profondo, identitario.
9. Il messaggio ai giovani
Fra Stefano invita i ragazzi a non sprecare la vita:
la vera tristezza è restare eterni adolescenti, incapaci di scegliere.
Cita il giovane ricco del Vangelo: chi dice “no” a Gesù se ne va triste; chi lascia tutto, come san Francesco, trova una gioia sovrannaturale.
“C’è bisogno di te”, dice ai giovani: il mondo è assetato e loro possono portare acqua viva.
















