E’ grave per un sacerdote non confessare un’anima in punto di morte?

E' grave per un sacerdote non confessare un'anima in punto di morte?

Prima di addentrarci nell’#argomento, vogliamo riportare parte dell’articolo 4 del #Catechismo della #chiesa #cattolica, in cui si parla del #sacramento della #guarigione ovvero: la #confessione!

ARTICOLO 4
IL SACRAMENTO DELLA PENITENZA E DELLA RICONCILIAZIONE

1422 « Quelli che si accostano al sacramento della Penitenza ricevono dalla misericordia di Dio il perdono delle offese fatte a lui e insieme si riconciliano con la Chiesa, alla quale hanno inflitto una ferita col peccato e che coopera alla loro conversione con la carità, l’esempio e la preghiera ».3

  1. Come viene chiamato questo sacramento?

1423 È chiamato sacramento della Conversione poiché realizza sacramentalmente l’appello di Gesù alla conversione,4 il cammino di ritorno al Padre5 da cui ci si è allontanati con il peccato.

È chiamato sacramento della Penitenza poiché consacra un cammino personale ed ecclesiale di conversione, di pentimento e di soddisfazione del cristiano peccatore.

1424 È chiamato sacramento della Confessione poiché l’accusa, la confessione dei peccati davanti al sacerdote è un elemento essenziale di questo sacramento. In un senso profondo esso è anche una « confessione », riconoscimento e lode della santità di Dio e della sua misericordia verso l’uomo peccatore.

È chiamato sacramento del Perdono poiché, attraverso l’assoluzione sacramentale del sacerdote, Dio accorda al penitente « il perdono e la pace ».6

È chiamato sacramento della Riconciliazione perché dona al peccatore l’amore di Dio che riconcilia: « Lasciatevi riconciliare con Dio » (2 Cor 5,20). Colui che vive dell’amore misericordioso di Dio è pronto a rispondere all’invito del Signore: « Va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello » (Mt 5,24).

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Secondo quanto riportato dal Catechismo della chiesa cattolica il sacramento della confessione viene chiamato in vari modi perché in realtà è di una grande profondità e contiene in esso la salvezza dell’anima stessa che soprattutto in punto di morte chiede la misericordia di Dio per i suoi peccati.

E se il sacerdote per una negligenza e una mancanza, non confessasse l’anima in punto di morte e quest’ultima morisse senza aver avuto modo di confessarsi, cosa ne sarebbe della salvezza della sua anima?

Risponde Fra’ Stefano Maria.

Può capitare purtroppo che un sacerdote non capisca la gravità del momento e non si renda disponibile ad una richiesta di confessione in un momento così delicato ed importante come il pericolo di morte. Che ne sarà dell’anima? Come porsi nei riguardi del sacerdote?

Anzitutto mi preme dire che è importantissimo coltivare nel cuore la comprensione per i sacerdoti; i motivi sono molto semplici: il dono del sacerdozio è di una grandezza talmente smisurata e la responsabilità è così forte che può capitare purtroppo che stanchezza, routine, fragilità, peccati, mancanza di preghiera, (…), portino il sacerdote ad essere distratto o addirittura accidioso, a non rendersi conto di quale responsabilità il Signore gli abbia affidato.. Incontri un sacerdote così? Prega per lui! È importantissimo!

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Rita Sberna (Presidente)è nata nel 1989 a Catania. Nel 2012 ha prestato servizio di volontariato presso una radio sancataldese “Radio Amore”, lì nasce la trasmissione da lei condotta “Testimonianze di Fede”.Continua a condurre “Testimonianze di Fede” per la radio web di Don Roberto Fiscer “Radio Fra le note” con sede a Genova e per Cristiani Today in diretta Live.Nel 2014 ha scritto per il settimanale nazionale “Miracoli” e il mensile “Maria”.Nel 2013 esce il suo primo libro “Medjugorje l’amore di Maria” dedicato alla Regina della Pace e nel 2017 con l’associazione Cristiani Today pubblica il suo secondo libro “Il coraggio di aver Fede”. Inoltre su Cristiani Today scrive vari articoli legati alla cristianità e cura la conduzione web dei programmi Testimonianze di Fede e di Cristiani Today live.