Home Commento al Vangelo di don Daniele Il cristianesimo non va d’accordo con la superficialità e con la mediocrità

Il cristianesimo non va d’accordo con la superficialità e con la mediocrità

Il cristianesimo non va d’accordo con la superficialità e con la mediocrità. E infatti il Vangelo di oggi è sicuramente uno dei testi più radicali di tutta la Scrittura ed è un attacco frontale al vivere un cristianesimo mediocre.

Addirittura il Signore chiede di odiare la nostra stessa vita. E che vuol dire? Noi abbiamo una vita biologica-psichica che è quella che riceviamo dai nostri genitori, che è sempre sotto minaccia e ci dobbiamo difendere, una vita che vive di appagamenti dove tutto è in funzione nostra: padre, madre, moglie, figli, fratelli, sorelle.

Ma poi c’è un’altra vita, che è la vita secondo il cielo, la vita eterna che non è una vita lunga lunga ma una vita piena che Cristo ci dona.

Finché non ci stanchiamo di riempire le insufficienze della nostra psiche con compensazioni affettive, finché non ci stufiamo di vivere di cose piccole, di soldini da risparmiare, di divertimenti infantili, di rivalità lavorative, di vittorie inconsistenti e continuiamo ad accontentarci della mediocrità e delle sicurezze di questo mondo non possiamo mai abbracciare la vita che Cristo solo può donarci. Finché ci teniamo attaccati alla nostra vita sempre minacciata, possiamo ascoltare il Signore, trovarlo interessante o commovente, ma non essere discepoli, non seguirlo perché proprio non ce la facciamo.

Allora oggi il Signore ci invita ad uscire dalla nostra superficialità, a calcolare ed esaminare bene se abbiamo il desiderio vero di seguire Cristo e avere vita eterna oppure continuare a sopravvivere con le nostre piccole cose.