La Chiesa è in crisi? Sì, ma ogni crisi è fatta per rafforzare la fede

La Chiesa è in crisi? Sì, ma ogni crisi è fatta per rafforzare la fede

Il secondo evento che ha adombrato la serenità delle gerarchie e dell’intero popolo di Dio, è stata la pubblicazione del libro Giudizio universale (Chiarelettere) di Gianluigi Nuzzi. Il Vaticano, sostiene l’autore, sarebbe sull’orlo del crac finanziario, segnato com’è dal crollo vertiginoso delle offerte dei fedeli, delle sempre più insostenibili uscite della Santa Sede e dalla vistosa difficoltà (o mancanza di volontà?) nel mettere in vendita o in affitto lo sterminato patrimonio immobiliare di cui la Chiesa dispone dentro e fuori delle mura leonine. Secondo Nuzzi, quindi, il 2023, sarà l’anno del probabile default della Città del Vaticano, nonostante i reiterati sforzi di papa Francesco nel contenere gli sprechi della Sede Apostolica e combattere la corruzione, indirizzando la Curia verso uno stile di vita più sobrio e verso bilanci più trasparenti.

Sarà davvero “giudizio universale”? L’unica (provvisoria) risposta che possiamo darci è che la Chiesa è senz’altro una realtà terrena e incarnata ma il suo vero fondamento è spirituale. Essa non fallirà mai per mancanza di soldi ma potrebbe farlo, in via del tutto ipotetica, per mancanza di preghiera. “Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro” (Mt 18,20). Non è tutto: “Le porte degli inferi non prevarranno contro di essa” (Mt 16,18). Queste solide basi evangeliche non devono certo esimerci dal preoccuparci per il dissesto finanziario della Chiesa universale ma ci ricordano anche che la prima comunità cristiana era nata oltremodo esigua (appena dodici…) e tutt’altro che ricca. Fu lo stesso Joseph Ratzinger, in un suo scritto del 1969, a profetizzare una profonda crisi morale e strutturale per una Chiesa che, di conseguenza “avrà perso molto. Diventerà piccola e dovrà ripartire più o meno dagli inizi” ma, alla fine, perduti i suoi privilegi di un tempo e tornata ad essere una Chiesa “povera” e “dei piccoli”, essa “troverà di nuovo e con tutta l’energia ciò che le è essenziale, ciò che è sempre stato il suo centro: la fede nel Dio Uno e Trino, in Gesù Cristo, il Figlio di Dio fattosi uomo, nell’assistenza dello Spirito, che durerà fino alla fine”.

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In che modo la Sposa di Cristo uscirà dalla grande confusione dottrinal-pastorale attuale e dalla sua crisi economica (senza contare gli innumerevoli scandali che l’hanno attraversata in questi ultimi anni) non ci è dato saperlo ma tutto concorre al bene della comunità universale dei battezzati. Si tratta comunque di prove per la fede di ognuno che potrà indebolirsi o, al contrario, uscirne rafforzata. I tempi difficili, però, possono contenere sfide appassionanti e diventare una inimmaginabile palestra di santità per chiunque. Da ogni crisi, la Chiesa ne è sempre uscita purificata e migliorata: perché non anche stavolta?