La depressione si guarisce con il santo rosario. Parola del beato Bartolo Longo

Chi è il beato Bartolo Longo che raccomandava tanto la preghiera del santo rosario?

Bartolo Longo nacque a Latiano, in provincia di Brindisi, ma si trasferì a Napoli per studiarvi Giurisprudenza. Messo in crisi nella fede dalle idee atee e materialistiche, si lasciò coinvolgere nelle pratiche dello spiritismo. Aiutato da un gruppo di santi amici e da saggi consiglieri spirituali, riprese ad accostarsi ai Sacramenti.

Inviato dalla contessa Marianna Farnararo vedova De Fusco come amministratore dei suoi beni fondiari nella cittadina di Valle di Pompei, si diede alla diffusione della preghiera del Santo Rosario tra i contadini, bisognosi di riscatto morale e spirituale. Convinto che «chi propaga il Rosario è salvo», costruì non solo una chiesa più grande di quella preesistente, ma un vero e proprio Santuario, con opere caritative annesse. Sposò la contessa per mettere a tacere i pettegolezzi sul loro conto: con lei fu padre degli orfani e dei poveri.

Fino all’ultimo scrisse, pregò, lavorò instancabile per la Madonna, la sua dolce Regina e Signora. Morì a Pompei il 5 ottobre 1926. È stato beatificato il 26 ottobre 1980. I suoi resti mortali sono venerati nella cappella a lui dedicata, annessa al Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei.

La devozione al Santo Rosario

Grazie ad un amico, conobbe un frate domenicano, padre Radente, e questi gli indicò la devozione del Rosario. Gli disse chiaramente che, legandosi all’Immacolata attraverso la Corona del Rosario, non si sarebbe potuto perdere. D’altronde la Madonna stessa l’aveva promesso al beato Alano de la Roche con le famose 15 promesse:

1.A tutti coloro che reciteranno devotamente il mio Rosario, io prometto una mia speciale protezione e grandissime grazie.

2.Colui che persevererà nella recita del mio Rosario riceverà qualche grazia insigne.

3.Il Rosario sarà una difesa potentissima contro l’inferno; distruggerà i vizi, libererà dal peccato, dissiperà le eresie.

4.Il Rosario farà fiorire le virtù e le buone opere e otterrà le più abbondanti misericordie divine; sostituirà nei cuori l’amore di Dio all’amore del mondo, elevandoli al desiderio dei beni celesti ed eterni. Quante anime si santificheranno con questo mezzo.

5.Colui che si affida a me con il Rosario, non perirà.

6.Colui che reciterà devotamente il mio Rosario, meditando i suoi Misteri, non sarà oppresso dalla disgrazia. Peccatore, si convertirà; giusto, crescerà in grazia e diverrà degno della vita eterna.

7.I veri devoti del mio Rosario non moriranno senza i Sacramenti della Chiesa.

8.Coloro che reciteranno il mio Rosario, troveranno durante la loro vita e alla loro morte la luce di Dio, la pienezza delle sue grazie e parteciperanno dei meriti dei beati.

9.Libererò molto prontamente dal purgatorio le anime devote del mio Rosario.

10.I veri figli del mio Rosario godranno di una grande gloria in cielo.

11.Ciò che chiederete con il mio Rosario, lo otterrete.

12.Coloro che diffonderanno il mio Rosario, saranno soccorsi da me in tutte le loro necessità.

13.Io ho ottenuto da mio Figlio che tutti i membri della Confraternita del Rosario abbiano per fratelli durante la vita e nell’ora della morte I santi del Cielo.

14.Coloro che recitano fedelmente il mio Rosario sono tutti miei figli amatissimi, fratelli e sorelle di Gesù Cristo.

15.La devozione al mio Rosario è un grande segno di predestinazione.

E così fu. Bartolo Longo guarì dallo stato di profonda prostrazione e decise di divenire un instancabile apostolo del Rosario.