La devozione al Preziosissimo Sangue di Gesù nel mese di luglio

La devozione al Preziosissimo Sangue di Gesù nel mese di luglio

Nel loro ministero il tema del s. non solo costituiva il motivo ispiratore dello zelo apostolico, ma era anche l’arma ritenuta ideale per far breccia nell’animo dei fedeli e dei peccatori piú incalliti. Tale istituto sorse come una filiazione della confraternita di S. Nicola in Carcere, divenuta nel frattempo arciconfraternita. Era stata ugualmente progettata una congregazione femminile che, dopo vari tentativi, fu fondata in Acuto (Frosinone) da Maria De Mattias nel 1834 con il titolo di a Adoratrici del preziosissimo sangue », ora Adoratrici del S. di Cristo. Questi due istituti hanno legami molto stretti con altri dedicati al p. s. e precisamente: con le Suore del Preziosissimo Sangue, di Dayton (USA), con le Suore del Prezioso Sangue, di Schellenberg (Liechtenstein) e con le Suore dell’Adorazione del Preziosissimo Sangue, di O’ Fallon (Missouri, Texas). Inoltre, esse rimasero il fulcro dell’espansione sempre crescente della devozione al p. s. nella Chiesa uni versale (decreto Redempti sumus di Pio IX, in data 10.8.1849).
Lo sviluppo della devozione toccò evidentemente anche istituti che non si ricollegavano direttamente a essa nel loro titolo. Per l’Italia occorresegnalare la congregazione dei Passionisti, che ebbe il suo propagatore piú insigne in s. Vincenzo Maria Strambi.A lui si deve l’operetta Il mese di luglio consacrato al p. s. del Nostro Divin Redentore, scritto su commissione di Gaspare del Bufalo.

Ancora nell’Ottocento italiano la devozione al p. s. toccherà due figure di notevole rilievo: Maddalena di Canossa e Antonio Rosmini. Questi due fondatori sono uniti, per questa devozione, dallo scritto Sette commemorazioni, la cui paternità è stata discussa (Canossa o Rosmini?), ma i cui commenti sono probabilmente della Canossa. Ora le Sette commemorazioni sono i sette spargimenti di sangue che si ritrovano nel Mese di luglio di s. Vincenzo Maria Strambi, anche se con forrnulazioni diverse.
E’ difficile indicare come questa devozione, che si inserisce nella scia delle devozioni a particolari aspetti dell’umanità di Cristo, sia stata vissuta e promossa negli istituti religiosi. Se è certa la presenza dell’elemento della riparazione ed è ovvia una diversità di accento tra i suoi principali pro motori (Gaspare del Bufalo, Vincenzo Maria Strambi, Rosmini), mancano però i necessari studi specifici che permettano di puntualizzarne il significato. La riammissione dei fedeli alla comunione eucaristica sotto le due specie a seguito del concilio Vaticano II (SC 55) nonché i recenti studi sistematici editi a cura di F. Vattioni aiutano a riscoprire il valore antropologico del segno del s. e la centralità del s. di Cristo nella storia della salvezza.
A cura di Emanuele Mascolo

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