La Pace

La Pace parte4

Il Vangelo ci soccorre. Esso ci esorta ad avere “sale” in noi stessi, per possedere così la pace.
Lì per Lì, non è facile cogliere il nesso tra il sale e la pace. Per scoprire il legame stretto che Ii unisce occorre sapere il significato del sale. Almeno
quello suo principale. II sale brucia, fa male, ma uccide i batteri. Si sala la carne per conservarla e per darle
sapore. Salando si preserva dalla corruzione.

Gesù dice che Io stesso principio vale per i fratelli in comunità, per i coniugi, per i fratelli di carne, per i colleghi di lavoro.
Chi ha sale, vale a dire: che sa soffrire, bruciando i batteri dei giudizi, delle interpretazioni e delle proprie ragioni, questi mantiene la pace. Anzi, la genera e la diffonde. Chi invece non sa mai dirsi di no; non sa rinnegarsi, in una parola non sa soffrire, deve
vincere, deve prevalere, deve imporre il proprio io costi quel che costi. La prima cosa che sparisce per chi si muove con questo spirito è la pace.
Un tipo così vivrà sempre in guerra, aperta o sotterranea. Magari all’esterno sorriderà anche, ma dentro, ingoiate nell’anima, le tensioni fermentano, fino a quando salterà il tappo. E allora se ne vedranno delle belle. Le persone che non hanno discernimento alcuno non sospettano l’esistenza di questi
meccanismi. Per loro tutti i vicini sono “solari” (un aggettivo che detesto!) salvo poi, quando salta il tappo, sorprendersi di esplosioni da loro del tutto inattese. Ma erano davvero inattese quelle reazioni violente, o più semplicemente chi osservava non si accorgeva di nulla a causa della propria irrimediabile superficialità? Torniamo al Vangelo, allora.  Chiediamo al Signore “l’alleanza del sale” che è la capacità minima di rinnegarsi per
amore di Cristo, di se stessi e di chi ci vive accanto.  Sta qui il segreto della pace: dentro la volontà di Dio. L’ha cantato Dante da par suo:
“en tua voluntate e nostra pace “.

D.G.7V