Il Vangelo di oggi è la famosissima parabola del seminatore, che è una parabola sull’ascolto. Il Signore manda una parola, che può essere nascosta negli eventi della nostra vita, che nascondono un disegno provvidenziale ma perché questa parola dia frutto c’è bisogno di togliere alcuni filtri, se vogliamo ascoltarla veramente.
La parola infatti può trovare una strada abbattuta e impenetrabile, che è la realtà di chi non capisce e continua ad andare per la sua strada. Spesso noi le cose che non capiamo le rifiutiamo, e invece Dio per portarci verso la nostra meta, e non restare mediocri quanto il nostro cervello ci deve dire cose che non capiamo ed è necessario lasciarci portare.
La parola puoi può suscitare facile entusiasmo, ma questo entusiasmo spesso si frantuma di fronte alla realtà, ai problemi. Spesso la parola di Dio è seminata invece tra i Rovi, cioè la parola può avere un’accoglienza ambigua l’ascolto, ma ascolto anche altro.
Ma la parola di Dio non va d’accordo con il mondo, non possiamo ottimizzare le cose: ossia ascolta Dio o si ascolta il mondo le due cose insieme non vanno d’accordo. E infine c’è la parola seminata sul terreno buono, il terreno buono è la nostra povertà, e lì dove ci sentiamo più fragili, e lì dove smettiamo di difenderci davanti alla parola come fa la Vergine Maria avvenga per me secondo la tua parola e da frutto.









