1. Introduzione
Il desiderio di conformarsi alla Volontà di Dio attraversa tutta la storia della spiritualità cristiana.
Nel francescanesimo, esso assume il volto luminoso dell’obbedienza amorosa e della libertà evangelica: il frate si lascia modellare dal Padre sull’immagine del Figlio obbediente fino alla croce.
Nei Libri di Cielo di Luisa Piccarreta, invece, la stessa tensione si trasforma in un’esperienza mistica di partecipazione viva e continua alla Divina Volontà, vista come principio e fine di ogni cosa creata.
Questo articolo vuole mettere in dialogo queste due visioni, mostrando come entrambe — pur diverse per linguaggio e contesto — convergano nel mistero dell’unione tra la volontà umana e quella divina.
2. La volontà di Dio nella tradizione francescana
2.1. Il primato della volontà divina
Uno degli assi portanti della teologia francescana, da san Bonaventura a Giovanni Duns Scoto, è il primato della volontà.
In Dio, la volontà non è semplice potenza di decisione, ma libertà amorosa e creatrice. Tutto ciò che esiste nasce da un atto libero di amore: voluit creare, “Dio ha voluto creare”.
Per Duns Scoto, l’Incarnazione stessa non è una conseguenza del peccato, ma l’atto primo e supremo voluto da Dio sin dall’eternità.
La creazione, dunque, non è un effetto necessario, ma un segno della bontà di un Dio che ama volendo, e vuole amando.
2.2. L’obbedienza francescana come partecipazione
Nel vissuto di san Francesco, la volontà di Dio non è un comando esterno, ma un’invito interiore a entrare nella forma del Vangelo:
“Il Signore mi rivelò che dovevo vivere secondo la forma del santo Vangelo” (Testamento, 14).
L’obbedienza diventa così partecipazione amorosa alla volontà del Padre, sull’esempio di Cristo povero e crocifisso.
Bonaventura, nel Itinerarium mentis in Deum, scrive che “nella misura in cui l’uomo aderisce a Dio per amore, egli diventa con Lui un solo spirito” (VII,4).
La partecipazione al volere divino non distrugge la libertà umana, ma la porta al suo compimento: la volontà si fa amore e l’amore si fa unione.
3. La vita nella Divina Volontà secondo Luisa Piccarreta
La mistica Luisa Piccarreta (1865-1947) propone, nei suoi Libri di Cielo, un’esperienza che supera il livello morale del “fare la volontà di Dio”, per giungere al “vivere nella Divina Volontà”.
Scrive:
“Vivere nella Divina Volontà significa prendere parte a tutto ciò che Essa fa, come atto unico e continuo di vita divina che scorre nell’anima” (Libro di Cielo, XI, 18 febbraio 1912).
L’anima non soltanto obbedisce, ma partecipa alle operazioni stesse della Volontà divina.
Luisa descrive questa unione come una fusione vitale, nella quale l’uomo entra nel movimento eterno del Fiat divino, partecipando all’amore creatore e redentore che anima tutto il cosmo.
In questa prospettiva, la creatura vive la libertà più alta: quella di operare con Dio, in Dio e per Dio, lasciando che la Volontà eterna agisca attraverso di lei.
4. Convergenze teologiche
4.1. La libertà come via all’unione
Tanto nel francescanesimo quanto nella dottrina della Divina Volontà, la libertà non è opposta all’obbedienza, ma ne costituisce la forma più pura.
Per Duns Scoto, Dio è liberrimus, assolutamente libero; e solo una libertà che ama può unirsi a Lui.
Così anche in Luisa Piccarreta, Dio vuole la creatura libera perché possa amarlo e cooperare con Lui non come schiava, ma come figlia.
L’unione delle volontà non è annullamento, ma comunione: l’uomo diventa libero proprio nell’abbandono totale al Volere divino.
4.2. Cristo, centro del Volere divino
Il francescanesimo è radicalmente cristocentrico. In Duns Scoto, Cristo è il primo pensiero della mente divina, il “capo dell’universo”, in vista del quale tutto è stato creato.
In Piccarreta, Cristo è il Verbo che vive perfettamente nella Divina Volontà, e in Lui l’umanità ritrova la sua vocazione originaria.
L’anima che vive nel Fiat riproduce in sé la vita stessa di Gesù, cooperando alla sua opera redentrice.
Entrambi i pensieri riconoscono dunque in Cristo il punto d’incontro tra la volontà umana e quella divina: in Lui si realizza la perfetta partecipazione.
4.3. Il creato come segno della Volontà divina
Per la teologia francescana, il mondo è vestigium Trinitatis, riflesso della bontà di Dio; per Piccarreta, il creato è “atto della Volontà Divina che continua a operare in tutto ciò che esiste”.
In entrambe le visioni, la realtà non è autonoma ma sacramentale: manifesta il Volere di Dio che sostiene e vivifica ogni cosa.
Vivere nella Volontà divina significa allora ritrovare nel creato il linguaggio di Dio e rispondere con gratitudine e lode.
5. Differenze di prospettiva
La teologia francescana parla della volontà di Dio con categorie ascetiche e morali: obbedienza, povertà, sequela.
La Piccarreta invece usa un linguaggio mistico e ontologico: la volontà umana immersa nella Volontà divina come in un mare senza confini.
Il francescanesimo insiste sull’imitazione di Cristo obbediente; la Piccarreta sulla fusione vitale con il suo stesso Fiat.
Le due prospettive, però, non si oppongono: la via francescana prepara l’anima alla disponibilità e all’amore; la via della Divina Volontà porta quell’amore alla sua pienezza partecipativa.
6. Conclusione
La tradizione francescana e gli scritti di Luisa Piccarreta, pur nati in epoche e linguaggi diversi, si incontrano in un medesimo orizzonte: la partecipazione della creatura alla Volontà di Dio come compimento della libertà e dell’amore.
In san Francesco, ciò si esprime nell’obbedienza umile e nella fraternità universale; in Luisa Piccarreta, nella vita immersa nel Fiat eterno che opera in tutto.
Entrambe le vie conducono alla stessa meta: che Dio viva e regni nel cuore dell’uomo, perché, come scrive Bonaventura, “l’amore trasforma nell’amato” (Itinerarium, VII,5).
Riferimenti bibliografici essenziali
San Bonaventura , Il viaggio della mente verso Dio.
Giovanni Duns Scoto , Ordinatio II, d. 6; Reportatio Parisiensis III, d. 7.
Luisa Piccarreta, Libro di Cielo, voll. XI–XIX.
Orlando Todisco, La volontà di Dio e il potere della ragione. Duns Scoto interprete della libertà divina.
Josef Iannuzzi , Lo splendore della creazione: il trionfo della volontà divina sulla Terra e l’era della pace, 2014.













