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L’angoscia non è mai una buona maestra, l’ansia non è mai una buona consigliera

Il vangelo di oggi ci parla di genti impaurite, di angoscia di popoli in ansia, uomini che muoiono dalla paura a causa di eventi sconvolgenti.

Questo vangelo è una profezia sulla nostra vita, dove tutto è labile, dove Basta poco e tutto viene sconvolto, dove spesso i nostri punti di riferimento, quei punti fermi che pensavamo di avere nella vita crollano.

Che fare quando accade così? In teoria avrei tutto il diritto di angosciarmi, oppure anziché angosciarmi questo Vangelo mi invita a sollevare il capo per scrutare quello che arriva e per cercare quello che è nascosto nelle cose che non ho capito subito.

Come possiamo evitare di lasciarci sfuggire il segreto degli avvenimenti? Come facciamo a non diventare prede delle cose che ci piovono addosso? Ce lo dice Gesù: “rialza il capo”, cioè ci invita ad avere uno stato interiore nuovo, una postura esistenziale da risorti.

Gesù ci chiede di alzarci e scrollarci di dosso i pensieri neri, quelli che buttano giù la testa e appesantiscono la mente. L’angoscia non è mai una buona maestra, l’ansia non è mai una buona consigliera per capire la storia: c’è sempre da sollevare la testa, scrollarsi di dosso la disperazione e prepararsi alla grazia che viene.