Le nostre ‘’tradizioni’’ sono al servizio del compimento della ‘’parola di Dio’’

Le nostre ‘’tradizioni’’ sono al servizio del compimento della ‘’parola di Dio’’

Una lunga discussione oggi nel Vangelo tra Gesù e i farisei, un po’ come se riassumesse tutte le altre già avvenute nel corso del Vangelo di Marco, ma anche degli altri tre Vangeli; queste discussioni preparano lo scontro finale, lo scontro che porterà al Calvario, alla Croce…al Dolore.                                                                                                                      Come ben sappiamo, infatti, il popolo stesso ha messo a morte Gesù anche se sotto regime dell’impero romano. Oggi però nel Vangelo si tratta della purità rituale, che diciamo in breve i giudei di quel tempo secondo, una loro tradizione ‘’manufatta’’ come spiegherà in seguito Gesù, tenevano sotto occhio e rispettavano assiduamente e con durezza, e coloro che non rispettavano questa loro tradizione, che ritenevano ‘’espressa in quel modo da Dio’’ veniva considerato maledetto e lontano da Dio.

Per i farisei, insomma, in quel tempo questa era una loro forma d’identità e di differenziazione dai popoli pagani, che vivevano nei dintorni, come l’impero Romano che aveva sotto dinastia la Palestina in quel tempo.  La comprensione entusiasta della folla fa da contrasto alla dura opposizione dei notabili, inoltre il discorso di Gesù precede e spiega la sua scelta di allontanarsi da Israele inoltrandosi, appena dopo, nella regione di Tiro.

La Genesi conferma non solo la bellezza del creato di Dio, lo splendore di grazia che il Signore ha creato, lo splendore che come San Francesco contemplava, ‘’laudato sìì oh mìì Signore pe’tutte le Tue creature….c’ha dato il cielo e le chiare stelle, fratello sole e sorella luna, il vento, l’aria e l’acqua….dono di Lui e del Suo immenso amore’’.  Questo brano della Genesi d’oggi conferma pure la bontà della creazione al cui centro vi è ‘’l’immagine’’ di Dio che è l’uomo in relazione armonica e non tirannica con tutte le altre creature.

Le nostre ‘’tradizioni’’ sono al servizio del compimento della ‘’parola di Dio’’ e, per questo, vanno continuamente lavate nella purissima acqua del Vangelo, per vedere ogni cosa e valutare ogni gesto nella luce che esso ci indica, la Vera Luce: Cristo Gesù.

Ecco alla fine di questa meditazione mattutina mettiamoci ai piedi di Gesù nostro Signore, e ai piedi della Sua e Nostra Amantissima Madre che Egli ci ha affidato ai piedi della croce.

Come dice l’apostolo delle genti, San Paolo, ‘’…Cristo ci ha tanto amato che è morto per me. Io sono stato Crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me’’.          Prendiamo anche noi esempio dalle Parole di Paolo, anche noi affidiamoci totalmente a Cristo Gesù. Teniamo sempre alla mente che Cristo tanto ci ha amati….

Aiutiamo Gesù e i suoi apostoli a diffondere la Parola di Dio, a diffondere questa Luce Divina e a seguire la ‘’VIA, VERITA’ E VITA’’, cosi come ha fatto Maria, che all’annuncio dell’Angelo senza esitare ha subito detto Fiat.

Mettiamoci nelle sue amorevoli mani, e chiediamole che ci ammaestri a seguire il Suo Figlio Gesù con una vita casta, santa e pura, totalmente nella preghiera e offrire a Lui, gioie, dolori, paure e ansie, perché Egli è la nostra Luce e La nostra Gioia.                                        Teniamo poi in mente che la relazione con le persone e la relazione alle cose intesse e segna la nostra vita quotidiana. Entriamo con umiltà e purezza, come Maria sino ai piedi della croce, nel paradosso di lasciarci evangelizzare e umanizzare dai gesti quotidiani, resi puri da un cuore capace di usare persino le cose con quel rispetto che le rende sacre.                             Esempio fra questi, il Santo Rosario, che la Beata Vergine Maria ci dedica come segno sacro di protezione, e di pregarlo assiduamente.