L’Eucaristia, attualizzazione di un mistero d’Amore

L’Eucaristia, attualizzazione di un mistero d’Amore

Ed ancora, in una delle sue lettere, quella inviata ad un Capitolo Generale, scrive a tutti i frati:

Scongiuro tutti voi, fratelli, baciandovi i piedi e con quella carità di cui sono capace, che prestiate tutta la riverenza e tutto l’onore che vi sarà possibile al santissimo corpo e sangue del Signore nostro Gesù Cristo, nel quale le cose che sono nei cieli e quelle che sono sulla terra, sono state pacificate e riconciliate (cfr. Col 1,20) a Dio onnipotente

Tutta l’umanità trepidi, l’universo intero tremi e il cielo esulti, quando sull’altare, nella mano del sacerdote, è presente Cristo, il figlio del Dio vivo. O ammirabile altezza e stupenda degnazione! O umiltà sublime! O sublimità umile, che il Signore dell’universo, Dio e Figlio di Dio, si umili a tal punto da nascondersi, per la nostra salvezza, sotto poca apparenza di pane! Guardate, fratelli, l’umiltà di Dio, e aprite davanti a lui i vostri cuori; umiliatevi anche voi, perché siate da lui esaltati. Nulla, dunque, di voi trattenete per voi, affinché tutti e per intero vi accolga Colui che tutto a voi si offre (LOrd: FF 217.221).

L’Eucaristia, per Francesco, è l’evento più alto della presenza di Dio in mezzo a noi, l’attualizzazione del Suo sacrificio d’amore per la Salvezza di ogni uomo, l’attualizzazione della totale donazione di Gesù nell’Umiltà dell’Incarnazione e nella Carità della Passione, lungo tutta la Sua vita, fino alla morte di Croce, dove, grazie al suo misericordioso amore, trasforma il patibolo per gli infami in trono regale dal quale elargisce grazia su grazia. L’Eucaristia è, per il Poverello di Assisi, il luogo di un avvenimento che rende gli astanti contemporanei dei pastori di Betlem, i primi adoratori del Dio piccolino, e li ricolma di gaudio ineffabile.

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da Il Presepe e l’Amore umile

 di fr. Cristoforo Amanzi