Il Vangelo di oggi è la lunga genealogia di Gesù, una lunga successione di padri che generano figli attraverso i secoli fino ad arrivare al nostro Signore Gesù Cristo.
In queste generazioni si vede il desiderio dell’umanità che generando figli ha il desiderio di perpetuare la propria esistenza. Questo chiaramente è soltanto un’illusione, ma al termine di questa lunga successione c’è un nome che implica una novità, il nome di Gesù il figlio di Dio, che viene a inaugurare un nuovo tempo e una nuova vita che è la vita eterna che non è limitata dalla morte, e così il desiderio dell’uomo è finalmente appagato.
Un’altra cosa interessante che ci dice questo vangelo è che la storia ha un fine, che non è ciclica, come pensava la cultura greco-romana, dove il bello stava nel passato. No, il Vangelo si dice che la storia ha un fine e così anche la nostra storia.
Forse ci sono dei fatti nella nostra storia che non capiamo, ma tutti i fatti sono disposti dal Signore con soavità e con forza, e ci portano sempre all’incontro con lui. Scorgendo i nomi di questa genealogia ci sono anche alcune storie di peccato, ma Dio facendosi uomo si carica di tutta questa storia e la santifica tutta.
Se noi incontriamo il Signore, veramente, anche tutti i fatti del nostro passato, anche quelli che facciamo fatica a capire acquistano un senso, l’incontro vero con Cristo santifica e dà senso a tutta la nostra esistenza.









