Il medico dell’equipe che effettuò gli esperimenti sui veggenti di Medjugorje

Il medico dell’equipe che effettuò gli esperimenti sui veggenti di Medjugorje

Gli studi scientifici successivi, condotti molto seriamente e con apparecchiature sofisticate da diverse équipe di studiosi di diversi paesi Europei ( Svizzera, Italia. Austria ecc) che si sono succedute nel corso degli anni, fino al 2005, hanno tutti confermato che i veggenti non mentono, che i sincronismi che sono stati rilevati e confermati quando i veggenti avevano l’apparizione tutti insieme non si spiegano se non con l’ammettere una sorgente di attrazione  percepibile solo da loro e che lo stato che si evidenzia all’atto delle apparizioni pone i veggenti stessi fuori del tempo e dello spazio così come lo intendiamo noi, dal momento che essi sperimentano uno stato, quello dell’estasi appunto, in cui pur vivendo uno stato di “anestesia  vigile”, che la scienza non sa spiegare, divengono in qualche modo “trasfigurati” e resi capaci di cogliere una Presenza per noi misteriosa perché soprannaturale, ma che  per loro è divenuta ragione di vita. Di questo sono testimoni credibili da quasi 33 anni, dato che da tutti gli studiosi è stata esclusa qualsiasi frode, stato allucinatorio o altra patologia psichica. D’altra parte la scienza da sola come tale non può né dimostrare né contestare che la Madonna appaia o meno ai veggenti, così come non si sarebbe potuta registrare la Risurrezione di Cristo con strumenti scientifici o telecamere anche stando a fianco delle guardie romane presso il sepolcro di Gesù.

 

Dottor Comeri, a Medjugorje, Lei e i suoi colleghi medici siete stati testimoni di due guarigioni che la scienza definì inspiegabili. Ci racconti.

 A Medjugorje fin dal secondo giorno delle  apparizioni si sono verificate guarigioni scientificamente inspiegabili,  immediate e durature. Poche settimane dopo il mio primo viaggio, a Medjugorje una di queste guarigioni “inspiegabili” da parte della scienza ha coinvolto una operatrice amministrativa degli Istituti di perfezionamento dell’Università di Milano, Diana Basile, di cui ho saputo subito da un altro amico, il Dott. Luigi Frigerio, attualmente Primario Ginecologo degli Ospedali Riuniti di Bergamo. Ho conosciuto Diana dopo il fatto e ho potuto vedere tutta la documentazione medica ineccepibile della malattia da cui era guarita: una Sclerosi Multipla giunta ad uno stadio molto avanzato, giudicato da tutti gli specialisti del ramo irreversibile, che aveva portato a limitazioni gravissime della deambulazione, cecità ad un occhio e incontinenza urinaria  ormai da tempo. Tutto è scomparso in un attimo, nel corso di un’apparizione di Maria ai veggenti nella stessa stanzetta dove avevo  testato i riflessi achillei a Vicka, con esami ancora del tutto normali a 30 anni dall’improvvisa guarigione e uno stato di salute  perfetto, come ho potuto constatare personalmente nel corso di ripetuti pellegrinaggi fatti con lei a Medjugorje in questi  anni.

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Sempre nel 1984  sono stato in qualche modo “spettatore diretto” di un altro caso di guarigione. Si trattava di un giovane seminarista di 12 anni, trasportato un tardo pomeriggio di autunno al Pronto Soccorso dell’ospedale S. Anna, mentre ero in servizio, per una grave emorragia renale .  Gli esami radiologici subito eseguiti avevano evidenziato  un voluminoso tumore a carico del rene sinistro, con grave anemizzazione del ragazzo per la cospicua perdita di sangue che non accennava a diminuire. Sono stato costretta ad intervenire chirurgicamente d’urgenza quella sera stessa per evitare il peggio,  togliendo il rene tumorale per far cessare l’emorragia. Potei constatare con i miei occhi che la malattia era già molto avanzata, cioè era uscita dal rene per infiltrare tutti i linfonodi para-aortici che avevano il volume di tante patate americane. La diagnosi è stata confermata dal successivo esame istologico : voluminoso carcinoma a cellule chiare del rene, infiltrante i vasi e con metastasi grossolane ai linfonodi biopsiati. Non vi era nessuna possibilità di asportare i linfonodi né era possibile instaurare una terapia medica di qualche tipo con speranza di regressione. Prognosi infausta entro 6 mesi o poco più: questa la sentenza che ho dovuto dare ai genitori del ragazzo  all’arrivo dell’esame istologico. Di fronte a ripetute accorate richieste di suggerire una terapia che potesse riaccendere qualche speranza di sopravvivenza, consapevole della assoluta impossibilità di intervenire con chemio- o radioterapia di alcun genere, mi sono sentito di suggerire solo una via: quella di un pellegrinaggio a Medjugorje per chiedere l’ intercessione della Regina della Pace. Sono stato preso sul serio. Dopo un primo momento di sconcerto e qualche settimana dalle dimissioni, papà e mamma hanno portato il loro figlio malato al santuario di Medjugorje, con una mia lettera che chiedeva ai Frati di permettere al ragazzo di partecipare ad un’apparizione. Il ragazzo è entrato con i veggenti nella famosa stanzetta delle apparizioni, ed è tornato incredibilmente guarito, come è stato dimostrato da tutti gli esami eseguiti  al suo rientro e negli anni successivi. La guarigione è stata definitiva anche in questo caso.  \

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In un altro caso sono stato diretto testimone di un miglioramento improvviso e inspiegabile della vista di una giovane donna che era sul mio pullman nel corso di un recente pellegrinaggio, miglioramento avvenuto nel corso di un’apparizione a Mirjana alla croce blu.

Ma quelle che non posso contare sono state le guarigioni interiori che ho potuto constatare a diecine nel corso dei tanti pellegrinaggi, che hanno causato una vera e propria rinascita di tanti pellegrini, fra cui personaggi di spicco del  Tribunale di Varese, con i quali è nata una profonda amicizia, ove a distanza di 25 e più anni è constatabile una continua perseveranza nella preghiera e nella vita sacramentale e una costante crescita nel cammino di fede.