Nel Vangelo di oggi Gesù paragona il regno di Dio a un seme, che germoglia spontaneamente. Cosi nasce la vita nuova dentro di noi, attraverso una parola che accogliamo e che poi semplicemente va a suo ritmo.
Non puoi mettergli fretta fa lei la sua strada prima lo stelo poi la spiga poi il chicco nella spiga. Noi tante volte vogliamo già le cose perfette, già le cose compiute. Invece le cose seguono un ritmo che non è il nostro.
Non serve il senso del dovere o i sensi di colpa, quella non è la vita di Dio, ma ê una vita fatta di moralismi e perfezionismi. E soprattutto siamo chiamati a non controllare le opere di Dio. Noi siamo bravissimi a voler tenere tutto sotto controllo, anche l’opera che Dio fa in noi o quella che fa negli altri.
Questo è solo un narcisismo spirituale, sterile che non serve a nulla. A noi ci basta accogliere il seme che Dio ha gettato nella nostra vita, alimentarlo con le con la vita di grazia che la chiesa ci dona e poi ci pensa il Signore.








