Padre Cristoforo Amanzi: Convertitevi e credete al Vangelo!

Foto di emersonmello da Pixabay

Padre Cristoforo Amanzi: Convertitevi e credete al Vangelo!

Parafrasando quanto dice San Luca all’inizio del suo Vangelo, anch’io, dopo che molti hanno scritto e avendo attentamente riflettuto, ho deciso di scrivere su quanto sta accadendo in questi ultimi tempi, ed in particolare nella nostra meravigliosa terra, l’Italia.

Il tempo di Quaresima, tempo forte dell’anno liturgico, ci ricorda l’esigenza di tornare al Signore.

Dice il Signore per bocca del profeta Gioele: “Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore vostro Dio, perché egli è misericordioso e benigno, tardo all’ira e ricco di benevolenza e si impietosisce riguardo alla sventura” (Gio 2,13). E ciò in vista della Pasqua, certamente di quella annuale, ma soprattutto di quella personale e definitiva: il passaggio (Pasqua) da questa vita a quella eterna.

Tale esigenza è talmente urgente da farsi particolarmente pressante. Il Signore dice al profeta Isaia: “Grida a squarciagola, non aver riguardo; come una tromba alza la voce; dichiara al mio popolo i suoi delitti, alla casa di Giacobbe i suoi peccati” (Is 58,1). E subito, nel Suo amore, indica la via della salvezza: “Se toglierai di mezzo a te l’oppressione, il puntare il dito e il parlare empio,  se aprirai il tuo cuore all’affamato, se sazierai l’afflitto di cuore, allora brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua tenebra sarà come il meriggio. Ti guiderà sempre il Signore, ti sazierà in terreni aridi, rinvigorirà le tue ossa; sarai come un giardino irrigato e come una sorgente le cui acque non inaridiscono. La tua gente riedificherà le rovine antiche, ricostruirai le fondamenta di trascorse generazioni. Ti chiameranno riparatore di brecce, e restauratore di strade perché siano popolate. Se tratterrai il piede dal violare il sabato, dallo sbrigare affari nel giorno a me sacro, se chiamerai il sabato delizia e venerabile il giorno sacro al Signore, se lo onorerai evitando di metterti in cammino, di sbrigare affari e di contrattare,  allora troverai la delizia nel Signore” (Is 58,9-14).

Leggi di più:  La Coroncina alla Divina Misericordia e le sue promesse

Nel Nuovo Testamento Gesù, all’inizio della Sua predicazione pubblica, esordisce dicendo: “Convertitevi e credete al Vangelo!” (Mc 1,15). E nel Vangelo secondo Giovanni, quando gli chiedono: “Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?” (Gv 6,28), Egli risponde: “Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato” (Gv 6,29). In ultimo, in questa breve carrellata di brani, vorrei porre all’attenzione quanto Gesù asserisce a Marta, la sorella del Suo amico Lazzaro: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà” (Gv 11,25).

Questi pochi brani sono sufficienti per comprendere l’amore di Dio, infinito, sapiente ed umile, rivelatosi in Gesù. Egli desidera per noi la Vita, ovvero la felicità eterna. Per questo ci chiama alla conversione, a cambiare mentalità. Ci invita a fare il bene e non il male, a tornare a Lui e vivere nel Suo amore.

 

Il momento attuale si impone con le sue drammatiche prospettive e ci spinge ad una riflessione sapiente, senza la quale il rischio è di individuare soluzioni temporanee e superficiali, utili soltanto per un breve tratto di strada, incapaci di escludere definitivamente il morbo letale: il Male!

Carissimi, scrivo per incoraggiarvi a non vivere nello sconforto questo momento. Vi scrivo per dirvi di restare uniti al Signore, il quale dice, per bocca del profeta Isaia: “Nella conversione e nella calma è la vostra salvezza, nell’abbandono confidente è la vostra forza” (Is 30,15).

Il tempo che il Signore ci ha chiamati ad abitare è segnato dalle conseguenze di un cammino ecclesiale assimilabile al cammino di Gesù verso Gerusalemme, verso il Suo destino di Passione, Morte e Risurrezione.

Leggi di più:  San Gabriele, l’angelo delle tv, delle radio e delle poste

La Chiesa, in linea con quanto profetizzato da Gesù, è da sempre perseguitata: “Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi” (Gv 15,20).

Dopo le calunnie dei Giudei del tempo, dopo le persecuzioni dell’Impero Romano, locali e generalizzate, dopo le invasioni barbariche e i contrasti dovuti alla conversione di tutti costoro, ad eccezione dei Franchi, all’Arianesimo (eresia che negava la divinità di Gesù), dopo l’aggressione e l’occupazione di tutto il nord Africa e della penisola Iberica ad opera degli Islamici, dopo le lotte interne a motivo di alleanze necessarie (vedi l’alleanza della Chiesa con Carlo Martello per arrestare l’invasione musulmana a Poitiers nel 732), dopo le continue aggressioni dell’Islam nei territori della Terra Santa abitati dai cristiani e le scorribande sin all’interno della penisola italiana (vedi l’episodio di Santa Chiara che invoca aiuto davanti all’Eucaristia per l’invasione del convento di San Damiano da parte dei Saraceni), che condussero alle Crociate, ecco che una nuova tempesta si abbatte sulla Chiesa, indebolita dalle difficoltà interne a cui contribuirono anche le fragilità e le infedeltà degli uomini della Chiesa in crisi di fede.