Papa Francesco in Iraq: primo pontefice nella terra di Abramo

Dal 5 fino all’8 marzo Papa Francesco sarà in viaggio in Iraq . Questa visita fa seguito alla venuta in Vaticano il 25 gennaio 2020 del presidente iracheno Barham Salih.

Come dice Monsignor Basel Yaldo, vescovo ausiliare di Baghdad: “Il Santo Padre viene per portare speranza a un popolo che soffre. Con lui, la pace è possibile” ; ” aspettiamo un Papa da decenni, sarà un evento veramente storico per noi”. Con questo viaggio il Pontefice testimonia non solo la sua vicinanza alla comunità cristiana del luogo ma anche a tutta la popolazione che da anni subisce le violenze e l’orrore del terrorismo e dei conflitti armati. ll messaggio del Santo Padre nella terra di Abramo è un messaggio di pace, di fraternità e di unità oltre il settarismo e le guerre:

Siete tutti fratelli”(Mt 23,8) sarà il motto del viaggio pastorale del Papa in Iraq. Nel logo che accompagna la scritta si può anche vedere una colomba bianca, simbolo di Pace e Speranza.

In tutto il mondo diversi gruppi e fedeli pregano per questo viaggio pastorale storico e affidano il Papa alla Santa Vergine.

Il Patriarcato caldeo ha anche ufficialmente diffuso una preghiera di supplica (fonte: agenzia Fides) per l’occasione:

“Signore, ti affidiamo il viaggio in Iraq di papa Francesco dal 5 marzo. Che il tuo Santo Spirito sia nei suoi gesti e parole, e nei cuori di chi lo incontra e lo ascolta, affinché si diffondano i doni dell’incoraggiamento, della consolazione, dell’incontro tra etnie, culture e religioni diverse, con l’impegno a compiere passi coraggiosi di riconciliazione e collaborazione per il bene comune”(…) “Signore libera l’Iraq e i paesi del Medio Oriente dall’odio e dalla violenza”.

Papa Francesco sarà messaggero di Pace e di riconciliazione per il Medio Oriente e il mondo intero in continuità con i suoi predecessori che purtroppo non poterono andare in Iraq.

San Giovanni Paolo II già nel 2003 avvertiva nel suo Angelus del 16 marzo delle “tremende conseguenze che un’operazione militare internazionale avrebbe per le popolazioni dell’Iraq e per l’equilibrio dell’intera regione del Medio Oriente, già tanto provata, nonché per gli estremismi che potrebbero derivarne “, invitava a “lavorare con responsabilità per la pace” e ripeteva “Mai più la guerra!, come disse Paolo VI nella sua prima visita alle Nazioni Unite”.

Numerosi sono gli appuntamenti del Papa tra cui accennerò ad alcune date importanti: il 5 marzo il Santo Padre sarà a Baghdad, sabato 6 marzo a Najaf incontrerà il Grande Ayatollah Ali Sistani (fu molto influente nel 2014 nella lotta contro Daesh), il 7 marzo incontrerà i fedeli a Qaraqosh (nella chiesa dell’Immacolata Concezione, incendiata dal gruppo jihadista ).

Preghiamo per il Santo Padre…possa anche la terra di Abramo rifiorire ed essere oggi, riprendendo le parole di Papa Francesco, segno di pace, di progresso, di sviluppo e di riconciliazione tra le persone ed i popoli” perché oggi è il tempo di ricostruire…che la benedizione di Dio ad Abramo si estenda ancora ai confini della terra:

“Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio, io ti benedirò con ogni benedizione e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici. Saranno benedette per la tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce” (Genesi 22,16-18).

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