1. Obiettivo dichiarato del DDL Zan
L’avvocato spiega che il disegno di legge mira a modificare l’art. 604-bis del Codice Penale, aggiungendo nuove categorie tutelate:
- sesso
- genere
- orientamento sessuale
- identità di genere
- disabilità
Secondo i promotori, queste categorie non avrebbero tutela sufficiente.
2. Perché, secondo Amato, la tutela esiste già
Amato sostiene che il sistema penale italiano già punisce severamente i reati motivati dall’orientamento sessuale della vittima, grazie all’aggravante dell’art. 61 n.1. Cita un caso del 2014 a Napoli, dove due aggressori furono condannati a 10 anni per un’aggressione omofoba.
3. Rischi per la libertà di opinione
L’avvocato ritiene che il DDL introduca concetti vaghi come “odio” e “discriminazione”, lasciati alla soggettività dei giudici. Esempio citato: un magistrato definì il Family Day “una manifestazione di talebani che hanno riempito d’odio una piazza”.
Secondo Amato, opinioni legittime sulla famiglia naturale potrebbero essere interpretate come “odio”.
4. Il nodo dell’identità di genere
Il DDL introduce per la prima volta nel diritto italiano la definizione di “identità di genere” come percezione soggettiva di sé, indipendente dal sesso biologico.
Amato critica questo punto perché:
- la percezione soggettiva non è verificabile giuridicamente
- potrebbe generare abusi (quote rosa, pensioni, spogliatoi, carceri, sport)
- chi non riconosce tale percezione rischierebbe sanzioni penali
Arriva a definire la teoria gender un “delirio collettivo”, citando il DSM come riferimento concettuale.
5. Le critiche provenienti dal mondo femminista
L’avvocato ricorda che molte femministe, come Francesca Izzo, si oppongono al DDL perché temono la cancellazione della realtà biologica femminile e delle conquiste delle donne (es. quote rosa).
6. Il tema dell’indottrinamento nelle scuole
Amato considera questo il punto più pericoloso. L’art. 7 prevede una “Giornata nazionale contro l’omofobia” con attività nelle scuole. L’art. 8 affida all’UNAR una strategia nazionale su educazione, lavoro, sicurezza e comunicazione.
Secondo Amato, ciò aprirebbe la porta a:
- associazioni LGBT accreditate come enti formatori
- materiali scolastici inclusivi (genitore 1/genitore 2)
- programmi educativi orientati alla “cultura omosessualista”
Richiama una precedente strategia UNAR del 2013, poi bloccata, che prevedeva iniziative simili.
7. Stato dell’iter legislativo
Il DDL è stato approvato alla Camera il 4 novembre 2020 ed è in discussione al Senato, presieduto dal sen. Ostellari. Amato ringrazia alcuni esponenti politici contrari al DDL e avverte che, nonostante i rinvii, il rischio di approvazione resta alto.
8. Appello finale
L’avvocato invita i cittadini a mobilitarsi per impedire l’approvazione di quella che definisce una legge:
- liberticida
- ideologica
- lesiva della libertà di opinione, religione e soprattutto educazione dei figli
















