Pio XII, dagli archivi vaticani la conferma: fu un papa eroico

Pio XII, dagli archivi vaticani la conferma: fu un papa eroico

La tesi della “prudenza” di Pio XII, sostenuta da Johan Icks, direttore dell’Archivio Storico della Segreteria di Stato (sezione Rapporti con gli Stati) e da Matteo Luigi Napolitano, storico e consulente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche, entrambi in prima linea nell’apertura degli archivi, è pienamente avallata da un ampio numero di studiosi. Tra questi lo storico Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, secondo il quale “non si può rispondere alle domande sul comportamento di Papa Pacelli durante il Secondo conflitto mondiale senza considerare quali fossero i limiti posti al suo agire”. Per Riccardi fu decisivo anche il contributo di monsignor Giovanni Battista Montini, allora sostituto della Segreteria di Stato: il futuro papa Paolo VI sposò la linea dell’ospitalità a beneficio dei ricercati all’interno delle strutture religiose romane, associata però alla massima diplomazia possibile nei confronti dell’avversario (4).

Altra figura chiave nella ‘riabilitazione’ di Pio XII è il gesuita tedesco Peter Gumpel, storico relatore della causa di beatificazione di Pacelli. Secondo quanto riferito a padre Gumpel dal confratello gesuita Robert Leiber (che di Pio XII fu segretario particolare), Pacelli “ha usato buona parte della sua fortuna personale per soccorrere gli ebrei”. Intervistato da Avvenire, Gumpel ricorda anche i saggi dello studioso ebreo sir Martin Gilbert, da cui emerge come “molto probabilmente Pacelli abbia salvato più di 100mila ebrei nel mondo, pagando di tasca sua, molti viaggi della speranza dalla Germania verso il Portogallo o il Brasile”. Al tempo stesso, però, l’anziano gesuita tedesco ha puntualizzato che, negli archivi appena aperti, sarà difficile trovare alcunché di particolarmente “scomodo e scottante”, anche perché il materiale più “compromettente”, in cui si sarebbe potuto risalire ai salvataggi degli ebrei, “fu spedito preventivamente negli Usa o a Lisbona o inviato in conventi e luoghi di clausura sicuri o distrutto”. Un’altra parte dei documenti, secondo Gumpel, potrebbe trovarsi “dentro il Vaticano, sotto dei pavimenti che furono chiusi da esperti muratori della Santa Sede e nascosti così bene per cui oggi neanche noi sappiamo dove questo materiale si trovi” (5).

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Non è da escludere che, a fondamento della spiccata sensibilità di Pacelli nei confronti degli ebrei, vi sia l’amicizia stretta in gioventù con Guido Mendes, con cui condivise altissimi interessi culturali. Fu proprio Mendes a prestare a Pacelli un libro del rabbino Ben Herzog, che stimolò nel futuro papa un vivo interesse verso la religione ebraica. Quando poi, nel 1938, Mendes e la sua famiglia si ritrovarono braccati dalle leggi razziali del regime fascista, il cardinale Pacelli, allora Segretario di Stato Vaticano, si premurò affinché i Mendes potessero espatriare in Svizzera senza conseguenze (6). Anche questa esperienza fa di Pio XII un pioniere del dialogo interreligioso, di cui il salvataggio di migliaia di ebrei fu la prima espressione concreta, in largo anticipo sulla tradizione magisteriale che trova il suo avvio durante il Concilio Vaticano e, in particolare, nella dichiarazione Nostra Aetate (1965). Pio XII, papa dalla spiccatissima devozione mariana (proclamò il dogma dell’Assunzione della Vergine, il titolo di Maria Regina e il culto universale del Cuore Immacolato di Maria), è stato il testimone dell’ora più drammatica per la Chiesa e per il mondo intero.

Ultimo papa “dal sangue blu”, spesso riduttivamente etichettato come baluardo di una “Chiesa del passato”, chiusa in se stessa e refrattaria alla modernità, Pacelli, grazie anche a un’intelligenza e una cultura sopraffine, è stato, al contrario, un grande profeta del suo tempo, spianando la strada con accortezza e discrezione ai grandi cambiamenti apportati dai suoi successori. Le virtù eroiche di Pio XII sono state certificate nel 2009 da papa Benedetto XVI, pertanto la sua santità è pienamente riconosciuta dalla Chiesa nel titolo di venerabile. Per la beatificazione manca ormai solo il riconoscimento di un miracolo. Nel frattempo, c’è da star certi che l’apertura degli archivi vaticani contribuirà a rafforzare ulteriormente il buon nome di Eugenio Pacelli, dissipando le ombre ingiustamente addensatesi negli anni intorno alla sua figura.

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Note:
1) https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2020/03/02/news/il-vaticano-apre-gli-immensi-archivi-di-pio-xii-le-prime-carte-confermano-aiuti-agli-ebrei-1.38541609
2) https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2020-03/archivi-pio-xii-attenzione-ebrei-pontificato.html
3) https://www.cristianitoday.it/salva-vita-salva-mondo-intero-ebrei-cattolici-olocausto/
4) https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/03/03/papa-pio-xii-complice-dei-nazisti-o-salvatore-di-migliaia-di-ebrei-lapertura-degli-archivi-sul-suo-pontificato-ripropone-scontro-tra-fazioni/5723861/
5) https://www.avvenire.it/chiesa/pagine/padre-gumpel-nessun-segreto-su-pio-xii
6) https://lanuovabq.it/it/pio-xii-polemiche-strumentali-santita-chiara