Policlinico Gemelli, un luogo in cui l’ammalato si sente accolto

fonte policlino Gemelli

Entrare per la prima volta all’interno del Policlinico Gemelli è come entrare in un alveare in cui tante api operose si muovono in maniera frenetica ciascuna con un suo compito, una sua destinazione, un suo lavoro da compiere.

Si è assaliti da una sensazione  di smarrimento, da un forte disorientamento e nei primi momenti ci si sente come una piccola barca sospinta dal mare in tempesta senza governo. Un vecchio proverbio cinese recita “L’uomo è una barca, la vita è la sua scia della quale quando scende la notte non rimane traccia” e nel vedere quella umanità in cerca di rotta si comprende quanta debolezza pervada l’esistenza di chi entra in quel luogo.

“Annoto in ogni volto incontrato segni di debolezza, segni di dolore” scriveva il poeta inglese William Blake ma quel dolore viene immediatamente mitigato appena si entra nel reparto che si cerca, lì dove i volti delicati, sorridenti, gentili del personale medico e paramedico parlano e, pur senza proferire parola, accolgono con garbo e accortezza rassicurando il paziente. Ritroviamo quelle api laboriose che con i loro sguardi non lasciano solo, in un corridoio, chi attende quasi implorante; ma l’ape indaffarata non ha tempo per rattristarsi, per usare le parole di Blake, e ad esempio nelle corsie della diabetologia nessuno è lasciato a sé stesso, né umanamente né professionalmente; così i nomi dei medici che scorrono come in un fiume costante sono quelli del professor Pitocco che con la sua eleganza discreta e cordiale si intrattiene con chiunque necessiti di un chiarimento che in quel momento è un dono umano più che un consiglio tecnico; il professor Caputo che esplicando in modo semplice anche le problematiche più complesse riesce a infondere quella tranquillità e quella sicurezza di essere in buone mani che si ricerca in un momento di seria difficoltà per la propria salute; la dottoressa Tartaglione sempre presente, attenta, premurosa, la quale con la sua empatia riesce a comprendere gli stati d’animo di chi ha davanti quasi a condividerne sia la gioia che il dolore facendo trasparire le sue emozioni nonostante il volto sia nascosto da una mascherina.

Leggi di più:  Un modo di dire cattolico: l'avvocato del diavolo

D’altra parte vista la mia vicinanza a padre Pio da Pietrelcina non posso non riportare una sua frase: “L’umiltà e la carità vanno di pari passo. L’una glorifica e l’altra santifica”; questo è il Gemelli che ho conosciuto e il suo personale la cui umiltà cammina unitamente ad un evidente amore per il prossimo.

avv. Domenico Oliva