SAN GIOVANNI PAOLO II- Saluti di luce

SAN GIOVANNI PAOLO II° Saluti di luce

30 Gennaio 1979.

Due milioni  di persone che cantavano e ballavano all’arrivo del Vicario di Gesù Cristo, e non fu solo uno spettacolo per il coinvolgente colpo d’occhio, ma fu un tuffo al cuore di gioia per gli ultimi e per i dimenticati, perché il Papa fece salire sull’altare alcune famiglie povere e 2 indios che vivevano in stato grande povertà.

Il mondo con lui era diverso, la gente con lui era profondamente diversa, anche le persone potenti al suo cospetto ragionavano, lo vedevano come un uomo buono, un vero Apostolo di Dio capace di compiere cose straordinarie, e i poveri lo inneggiavano come Gesù Cristo che camminava tra la gente povera, la sua gente.

Una volta sull’aereo per effettuare il viaggio di Ritorno, vide che nelle campagne messicane e lungo le strade, la gente non lo salutava sventolando fazzoletti, ma con specchi e vetri che riflettevano la luce del sole, e il Papa seduto in aereo commosso salutava con il Rosario in mano, che era il suo sole, la sua Gloria, la sua vera speranza.

Il santo Padre poi disse che il popolo messicano era un popolo di gran fede, perché lo avevano salutato con il sorriso di Dio, ossia, riflettendo la luce del Suo sole.

Andrea Pagnini

 

 

 

 

 

 

 

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