Sant’Agata : nonostante le contrarietà vivere la Resurrezione

Agata nacque nei primi decenni del III secolo a Catania in una ricca e nobile famiglia di fede cristiana. Verso i 15 anni volle consacrarsi a Dio. Il vescovo di Catania accolse la sua richiesta e le impose il velo rosso portato dalle vergini consacrate. Il proconsole di Catania Quinziano, ebbe l’occasione di vederla, se ne invaghì, e in forza dell’editto di persecuzione dell’imperatore Decio, l’accusò di vilipendio della religione di Stato, quindi ordinò che la portassero al Palazzo pretorio. I tentativi di seduzione da parte del proconsole non ebbero alcun risultato. Furioso, l’uomo imbastì un processo contro di lei. Interrogata e torturata Agata resisteva nella sua fede: Quinziano al colmo del furore le fece anche strappare o tagliare i seni con enormi tenaglie. Ma la giovane, dopo una visione, fu guarita. Fu ordinato allora che venisse bruciata, ma un forte terremoto evitò l’esecuzione. Il proconsole fece togliere Agata dalla brace e la fece riportare agonizzante in cella, dove morì qualche ora dopo. Era il 251.

Carissimi fratelli in Cristo , in questo cammino che per grazia di Dio stiamo vivendo insieme , stiamo notando come nella vita dei santi non siano mancate le contrarietà e le difficoltà che caratterizzano spesso anche il nostro cammino di fede . Anche noi come Agata   non veniamo capiti dalla mentalità del mondo e questa è la conferma che stiamo seguendo la strada giusta ,conforme non alla volontà dell’uomo ,ma di Dio.  Non dobbiamo però lasciare posto al pessimismo e al vittimismo che attraverso tali contrarietà cerca di entrare nel cuore di tanti cristiani e proprio a tal proposito ,  in questo momento penso  al cartello che Sua Santità Francesco ha fatto affiggere sulla porta della sua camera :”VIETATO LAMENTARSI”. Un invito chiaro che adesso deve risuonare nella nostra spiritualità ,ma soprattutto deve essere vissuto nella nostra quotidianità .Altrimenti il rischio che possiamo correre è quello di restare al Venerdì Santo che certamente rimarrà il luogo dell’Amore che non bisogna dimenticare , ma che è stato trasfigurato dalla Luce del mattino di Pasqua che ancora non è purtroppo entrata nel nostro modo di contemplare il Signore. Eppure qualcosa è cambiato quella mattina …. ma certamente è più comodo condividere un dolore e restare nella propria sofferenza , che spesso diventa il nostro habitat naturale preferito , piuttosto che aprirsi ad una nuova mentalità , ad un nuovo annuncio di Resurrezione che abita nel Vangelo ,poiché non dimentichiamocelo , quella mattina è stato un continuo movimento dalle donne  a Giovanni, Pietro e la  Maddalena. Da un punto di vista umano , anche a loro avrebbe fatto più comodo restare al Venerdì Santo , dove tutto sarebbe finito , ma con l’arrivo del mattino di Pasqua tutto cambiò. Agata subì la persecuzione poiché  era consacrata a Dio e il proconsole la desirava per sé . Quante volte tante persone si oppongono alla nostre scelte condizionate dal nostro vivere da cristiani ! Ed il rischio che corriamo è provare odio nei loro confronti.. MAI carissimi . Al contrario preghiamo per loro , sono preziosi agli occhi di Dio e come diceva Jose Maria Escrivà loro sono il nostro mezzo di santificazione .Mai fermarsi , andiamo incontro a Cristo vittoriosi poiché ricolmi della Sua Grazia come Sant’Agata .

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Francesco Pio Petrachi

Per entrare meglio nel mistero