Scintilla di luce della Parola

24/05/19
✝VANGELO GIOVANNI 15,12-17

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.

Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.

Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

SCINTILLA DI LUCE🕯
24/05/19 Giovanni 15,12-17

<<Non vi chiamo più servi…. ma amici>>

🔥La relazione che c’è tra il servo e il padrone, è spesso una relazione che ha delle distanze che nascono dal “rispetto dei ruoli”. Diversa è certamente la relazione “confidenziale” tra amici e tanto più quella tra “genitori e figli”. La differenza, per me, sta nella CONFIDENZA, nello scambio reciproco di “amore confidenziale”. Si può amare solo rispettando, Sì anche quello è AMORE, fondato sull’attenzione alla DIGNITÀ della persona anche senza dare confidenza. Pensiamo al nostro rapporto con chi incontriamo in banca o alla posta di passaggio o con il nostro Vescovo dopo una funzione, quel saluto rispettoso, è segno di amore! Sia che c’è confidenza o no, occorre avere sempre RISPETTO della “dignità della persona.

” Un subalterno non è uno schiavo: un primario o un capo ufficio, non può trattare MALE l’infermiere o l’impiegato come uno schiavo, si relazionerà con rispetto della dignità della persona! Così un genitore e un figlio. Ricordiamoci del comandamento di “onorare il padre e la madre” anche quando “non sono perfetti”, anche se non sono più capaci di intendere e di volere, anche se, perché anziani, sono più capricciosi, sclerati e ci complicano la vita, sono sempre i nostri genitori! Non si può, in un solo minuto mandarli a “quel paese” quando SBAGLIANO! Ma non dimentichiamoci pure dell’insegnamento della Lettera agli Efesini: “Genitori non esasperate i vostri figli!” Oggi attraverso questa Parola, vediamo qual è la relazione che vuole avere con noi nostro Signore: “non ci chiama più servi… ma amici”. Gesù ha ridotto le distanze che noi pensavamo ci fossero! Lui ci rispetta sempre nella nostra dignità di persona anche se siamo chiamati a SERVIRLO, non ci tratta da schiavi, da servi ma da AMICI, anzi da veri FIGLI!

Quante oscenità sopporta che ben vede: adulteri, pedofilie, violenza sugli anziani, falsità, corruzioni…. l’elenco è lunghissimo, eppure CONTINUA ad AMARCI come ogni genitore…Ci invita ancora e mai si stanca, alla preghiera. Nell’Eucaristia, DONA ancora se stesso per noi! La relazione che Lui vuol con noi è molto più “grande” e più IMPORTANTE di quella tra amici. Non è “confidenza amichevole”, è vero AMORE PATERNO. Apriamo il cuore, cari fratelli a Dio. Dialoghiamo spesso SPONTANEAMENTE con la Trinità per non essere sempre eterni “stanchi e depressi”.

Quando preghiamo, ci mettiamo in relazione con il Signore e siamo nella pace; con fortezza, affrontiamo tutto! Se non preghiamo, invece, siamo in relazione con noi stessi ed escono fuori i nostri limiti che spesso ci deludono. Noi, cerchiamo di essere anche solo AMICI di Dio, Lui ci manifesterà la Sua PATERNITÀ!
DIO CI BENEDICA💕🙏🏻
M.C.M.