“Sentinelle del mattino” un libro in cui i protagonisti sono i giovani

don Giuseppe Calabrese

Il libro di don Giuseppe Calabrese, sacerdote giovane tra i giovani che affronta anche il tema della morte.

Don Giuseppe Calabrese è sacerdote diocesano dell’Arcidiocesi di Matera- Irsina, originario di Bari. Sin da bambino è membro nella grande famiglia dello Scautismo dell’Agesci è oggi ne è educatore.

Attualmente è vicario parrocchiale a Bernalda (Matera); è iscritto alla Pontificia università Urbaniana di Roma per conseguire la licenza in Diritto Canonico ed è Membro dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali.

Ha scritto un bellissimo libro dal titolo “Sentinelle del mattino” edizioni Palumbi che si avvale della prefazione di don Ivan Maffeis, sottosegretario CEI.

E’ un libro che nasce in diverse tappe del cammino di crescita umana e spirituale di don Giuseppe all’interno della grande famiglia degli scaut. Tante notti ha passato il giovane sacerdote con i ragazzi dello scautismo, ha avuto modo di parlare con loro e di vedere le loro reazioni, chi contempla il cielo, chi va a letto a riposare perché è stanco … tutto questo lo ha portato ad una riflessione che poi è diventata un libro in cui i protagonisti sono i giovani che lui chiama “Sentinelle del mattino”, la notte che si prolunga fino ad aspettare l’alba ha fatto sì che nei ragazzi ci fosse l’occasione per porgli delle domande in quelle sere stellate e contemplate.

In queste pagine don Giuseppe affronta anche il tema della morte, oggi viene vista in maniera distorta anche dai cristiani, alcuni affrontano questo momento con molta superstizione- dice don Giuseppe- “un cristiano non può indossare il corno perché dice di portare fortuna. E’ una cosa inconcepibile per chi si professa cristiano”. Con il tema della morte alcuni cristiani pensano che sia finito tutto ma per un cristiano non è possibile che viva senza speranza.

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Don Giuseppe è un sacerdote giovanissimo, ha soli 27 anni, Dio è entrato nella sua vita facendolo innamorare di Lui già da bambino, da quando per la prima volta Giuseppe riceve l’Eucarestia. Quello è stato il primo momento in cui Giuseppe si sente chiamato da Dio e poi lo ha servito come ministrante, poi ha continuato a seguirlo negli araldini e negli scaut. Ma la cosa molto importante è stato l’accompagnamento di un sacerdote, il quale gli ha fatto una proposta quella di servire all’altare; un servizio che ha fatto con molta gioia ma dopo aver ricevuto il sacramento della Cresima, Giuseppe ha capito che Dio gli chiedeva di seguirlo da sacerdote.

A Cristiani Today, don Giuseppe ha invogliato le persone a leggere il suo libro per alcuni motivi, uno fra i tanti (nonché il più importante) quello di conoscere meglio Gesù Cristo – perché il prete deve avere come obiettivo l’annuncio di Cristo – dice don Giuseppe. Il secondo motivo è la destinazione della nostra vita – afferma don Calabrese – i novissimi fanno parte della nostra vita e ci aiutano a capire il progetto che Dio ha su ciascuno di noi. E’ un testo che aiuta a riflettere chiunque anche chi è lontano dalla Chiesa.

Don Giuseppe si augura che questo libro sia un piccolo seme che possa raggiungere il terreno nei tempi che Dio vorrà.