Ci sono delle lebbre nella nostra vita, delle cose che ci fanno sentire esclusi, che ci fanno stare in disparte, quelle cose per le quali chiediamo veramente al Signore di essere guariti.
Ma anche se ci fanno stare male sono in realtà il luogo dove incontrare Dio. Questo è quello che capisce il Samaritano del Vangelo di oggi che dopo esser stato guarito ritorna indietro per ringraziare Gesù.
Ne sono stati guariti dieci, ma solo lui torna indietro, proprio perché ha capito cosa conta veramente: entrare in un rapporto di gratitudine con il Signore. E allora anche quella lebbra da maledizione si trasforma in benedizione, diventa il luogo privilegiato per fare esperienza dell’amore di Dio.
Siamo “guariti” o “salvati”?
Se ci sentiamo in diritto d’essere guariti, per aver vissuto i problemi e le difficoltà come un’ingiustizia a cui Dio deve porre rimedio, il Vangelo ci chiama oggi a conversione: ad accogliere la “fede” che bussa sulle ferite della nostra lebbra, per “vedere” i segni che Dio ha deposto nella nostra vita per tornare a Lui, e così ci salvi “alzandoci” dal peccato e ci faccia “andare” in una vita nuova.









