“Solo l’amore resta” lo spettacolo di Vincenzo Bocciarelli

“Solo l’amore resta” lo spettacolo di Vincenzo Bocciarelli

Ad Eboli sei stato protagonista di un importante iniziativa, hai interpretato il personaggio di Gesù, durante una via crucis, curata dai disabili. Come ti sei preparato al ruolo di Gesù e cos’ha significato per te?

E’ da quattro anni che sono testimonial al Centro Elaion di Eboli, e sono protagonista della via Crucis nelle vesti di Gesù, condivisa con i ragazzi disabili del centro che interpretano vari ruoli.

Il primo anno portai con me anche Claudia Koll, che leggeva alcuni brani del vangelo, durante la Passione di Cristo.

Invece questo quarto anno, abbiamo centrato il tutto, sul tema della resurrezione. E’ stato bello il momento in cui sono uscito dalla grotta, c’era la musica e la luce che trasmettevano il trionfo dell’esistenza umana e della salvezza, tutto questo per dare un messaggio ai ragazzi, perché vivono questa Via Crucis, con dolore e sofferenza, si immedesimano tantissimo.

E’ uno spettacolo di grandissima umanità, sono ragazzi che percepiscono e ti fanno percepire tanto amore.

Mi abbracciano e mi chiamano Gesù ed è emozionante. Dio si manifesta anche attraverso queste persone, tramite i loro sorrisi e i loro occhi.

Sei sensibile alle problematiche che riguardano la droga, l’alcool e la disabilità. Come mai?

L’ultimo lavoro che ho fatto con la mia fidanzata Claudia Conte è stato il docu-film “Gioventù sballata” che lei stessa ha prodotto contro la droga, ha riscosso un grande successo soprattutto nelle scuole. E’ importante coinvolgere i ragazzi, sensibilizzandoli su queste tematiche purtroppo molto sviluppate nella nostra società.

Cosa ti hanno insegnato, in tutti questi anni, le persone diversamente abili?

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Io ho uno zio che ha una forma di disabilità, provocata da una malattia congenita, e già da piccolo vedevo mio zio Sandro che aveva difficoltà motorie nel camminare e anche nel parlare. Era anche un Ingegnere Elettronico, e stando a contatto con lui sono subito entrato nel mondo della disabilità.

Ho sofferto tanto per lui, cercavo di essere il suo bastone, di accompagnarlo e di stargli vicino.

Quando vedo una persona che ha qualche disabilità, la prima cosa che faccio è quella di iniziare subito a pregare desiderando un intervento divino affinchè queste persone possano guarire.

Loro mi hanno insegnato ad affidarmi a Dio, affidando loro stessi e le loro disabilità.

Servizio di Rita Sberna