Oggi abbiamo il piacere di intervistare Paolo Belluccio, una figura che molti dei nostri lettori hanno iniziato a conoscere e apprezzare negli ultimi mesi.
Ci siamo conosciuti tramite i social, dove è nata una sintonia immediata fatta di passione per la comunicazione, la fede e il mondo del cinema cristiano. Da quel primo contatto è iniziata una collaborazione preziosa con Cristiani Today: Paolo conduce infatti la rubrica settimanale Christian Film, uno spazio dedicato alla presentazione e alla riscoperta dei film cristiani e del loro messaggio spirituale.
Accanto al suo impegno nel mondo della comunicazione, Paolo è anche un Tutor DSA, con una Laurea in Scienze dell’Educazione e una solida esperienza nel campo del doposcuola e dell’assistenza allo studio.
Negli anni ha lavorato a stretto contatto con studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento, esperienza che lo ha portato ad approfondire questi disturbi e a conseguire il titolo di Tutor specializzato. Attualmente lavora in un’associazione salernitana come assistente allo studio e continua a seguire studenti per aiutarli a trovare un metodo di studio adeguato e utile.
La sua vita professionale si intreccia con una forte passione per il teatro, il cinema, la musica, la letteratura e la creatività. Ha collaborato (e collabora) con compagnie teatrali, web radio, riviste online e canali YouTube, portando con sé il desiderio di comunicare, raccontare e costruire ponti attraverso l’arte.
Oggi vogliamo conoscerlo più da vicino: non solo come professionista, ma come uomo di fede, come credente in cammino, come persona che ha incontrato Dio e ha scelto di raccontarlo anche attraverso le immagini e le parole.
Come è iniziato il tuo cammino spirituale e quali tappe lo hanno segnato?
Prima di tutto grazie Rita per la cortese disponibilità nel farmi questa intervista.
Dunque, il mio cammino di fede lo ritengo in continuo cammino (scusa per il gioco di parole), ogni momento è un cercare di migliorare il mio rapporto con Dio, presenza essenziale nella mia vita e sono state tante le tappe che lo hanno segnato.
Credo che, questo rapporto, sia cominciato a maturare da quando ho conosciuto la figura della Beata Chiara Luce Badano nel 2007, prima vivevo una fede non convinta e un po’ vuota, poi quella di Carlo Carretto, col libro “Lettere nel deserto” e, infine, il corso di discernimento che ho seguito per un paio di anni con le “Consacrate della vita interiore”.
C’è stato un momento preciso in cui hai percepito la presenza di Dio in modo forte?
Nel 2019.
Avevo da poco conosciuto Carlo Carretto e il suo libro “Lettere dal deserto” grazie al film “Il mio nome è Thomas” di Terence Hill.
E’ la storia di un uomo che decide di ritirarsi in un deserto della Spagna per leggere e meditare su questo libro e cercare lo scopo della sua vita.
Io ho fatto la stessa cosa, anche perché era un periodo di tante domande,però non in Spagna ma ad Ascea (un comune salernitano) dove soggiornai in una casa-vacanze per pochi giorni.
Una sera, dopo aver mangiato un ottima pizza in un ristorantino, andai fuori il balcone di questa villetta e mi trovai sotto un manto di stelle.
Sotto di esse pregai il Santo Rosario intervallato da un dialogo con Dio.
Attorno a me c’erano le luci di queste villette e, in lontananza, il suono di un pianoforte.
Quel gusto di pura serenità fu meravigliosa, mi sentì davvero felice.
Poi, molte volte, sento Dio nelle mie passeggiate nella natura, ammirando il creato.
Lo sento nelle “Dio-incidenze” e in tanti aspetti e bellezze, piccole e grandi, che abbracciano la mia quotidianità.
Cristiani today è uno di questi doni.
Cosa desideri trasmettere attraverso la rubrica Christian Film e perché il cinema cristiano è così importante oggi?
Desidero far conoscere delle pellicole che, purtroppo, sono sconosciute perché poco “Pubblicizzate”.
Mi viene in mente “Mater dei” che fu il primo film a colori della storia del cinema italiano o lo stesso “Il mio nome è Thomas” che venne distribuito in modo limitato nei cinema.
Credo che ogni arte sia importante perché è uno strumento di comunicazione ed evangelizzazione, non solo il cinema.
Penso che, in questo periodo, ci sia bisogno di bellezza e quale bellezza maggiore se non quella di Dio e delle sue opere?
C’è un film cristiano che ha segnato il tuo percorso spirituale?
Beh! La saga di “Don Camillo”, molto stimata anche da Benedetto XVI.
Amo molto la figura di questo sacerdote forte e di quell’ area di paese con idee diverse ma di rispetto.
Come vorrei che il mondo fosse così.
Qual è il tuo rapporto con la preghiera nella vita di tutti i giorni?
E’ presente perché la ritengo un carburante per la mia giornata e per la mia vita.
Sono un cristiano che ha le sue cadute e rialzate, come il protagonista del “Diario di un pellegrino russo”.
Dio è presente in ogni aspetto e mi dispiace quando non riesco a coglierlo o abbracciarlo.
Ci sono quei momenti in cui il frastuono del mondo che ci circonda non mi fa sentire la sua voce ma, una sera mentre meditavo, mi girai verso il pc e c’era l’ immagine di un albero che, con le sue foglie, copriva il sole che usciva fuori in mezzo ai rami.
Dio è lì. Dio è quel sole, è presente.
Cosa diresti ai giovani che cercano Dio ma non sanno da dove iniziare?
Di ripartire e interrogarsi.
Abbracciare quella benzina che è la confessione e andare avanti.
“L’ uomo è poco, non ce la fa” diceva San Filippo Neri in un film a lui dedicato, quindi il grosso lo fa Dio.
L’ultima volta che mi sono confessato e il sacerdote mi ha assolto, mi ha colpito la mano del sacerdote che ha sfiorato il mio capo.
Lì ho sentito la carezza di Dio.
Partire da ciò che è presente: la carezza di Dio.
Servizio di Rita Sberna













