Tutti quanti siamo come il cieco di Gerico di cui parla questo Vangelo.
Tutti quanti mendichiamo per sopravvivere al nostro buio, tutti quanti cerchiamo di portare a casa la giornata, di sopravvivere ai nostri problemi. Ma questo cieco mendicante ha il coraggio di non rassegnarsi, di gridare al Signore con questa preghiera bellissima che è diventata la base della preghiera della Chiesa orientale:
“figlio di Davide abbi pietà di me”. Questo cieco capisce che lì sta passando qualcuno che non gli risolverà la giornata, che non gli toglierà un problema ma che darà senso a tutto, problemi compresi.
La folla lo rimprovera perché taccia, e anche noi abbiamo una folla di ragioni per non gridare a Dio, per non pregare. Quante volte abbiamo voci esteriori ma anche interiori che ci dicono “che preghi a fare”? Uno solo è il motivo per pregare: partire dalla nostra parte cieca, incompleta, dall’angoscia che ci portiamo dentro per essere salvati finalmente dal nostro buio.
E una volta salvati seguire il Signore per non continuare a fare una vita da mendicanti.









