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Vale la pena lasciare tutto a Dio, gettare gli ultimi due spicci che abbiamo

Il gesto della vedova del Vangelo di oggi, che getta tutto quello che aveva per vivere nel tesoro del tempio non è un gesto ammirevole, ma è sconvolgente.

L’offerta del tesoro del tempio serviva per il tempio e quindi per Dio e serviva per i poveri, era un modo per compiere il più grande comandamento di Israele che è lo shemà, ascolta Israele amerà il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore con tutta la tua mente e con tutte le tue forze e il prossimo come te stesso.

Ecco perché a noi che siamo abituati ad amare a partita doppia, dare e avere, questo gesto sconvolge: perché qui abbiamo una vedova che si gioca tutto, che ama veramente, che si tocca sul necessario. Dio non entra nella nostra vita finché con lui non ci giochiamo il necessario. Che cos’è questo necessario?

Ci sono parti più esterne più superflue e Poi man mano parti più intime e Vitali, le nostre risorse e parti più deboli e più vulnerabili. Dio non può entrare nella vita di una persona finché quest’uomo donna non gli dia accesso totale. Ci sono tante riserve che noi abbiamo, tante cose che noi teniamo dentro, gli ultimi spiccioli, la parte più nostra.

Vale la pena lasciare tutto a Dio, gettare gli ultimi due spicci che abbiamo, giocarci finalmente il necessario per essere sposati da Gesù Cristo e smetterla di essere vedove.