Veglia e giorno della Pasqua di Resurrezione

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VEGLIA DI PASQUA
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All’alba le donne vanno al sepolcro. Lì l’angelo dice loro: «Voi non abbiate paura. Non è qui, è risorto» (vv. 5-6). Davanti a una tomba sentono parole di vita… E poi incontrano Gesù, l’autore della speranza, che conferma l’annuncio e dice: «Non temete» (v. 10). Non abbiate paura, non temete: ecco l’annuncio di speranza. È per noi, oggi. Oggi. Sono le parole che Dio ci ripete nella notte che stiamo attraversando.
Stanotte conquistiamo un diritto fondamentale, che non ci sarà tolto: il diritto alla speranza. È una speranza nuova, viva, che viene da Dio. Non è mero ottimismo, non è una pacca sulle spalle o un incoraggiamento di circostanza, con un sorriso di passaggio. No. È un dono del Cielo, che non potevamo procurarci da soli. Tutto andrà bene, diciamo con tenacia in queste settimane, aggrappandoci alla bellezza della nostra umanità e facendo salire dal cuore parole di incoraggiamento. Ma, con l’andare dei giorni e il crescere dei timori, anche la speranza più audace può evaporare. La speranza di Gesù è diversa. Immette nel cuore la certezza che Dio sa volgere tutto al bene, perché persino dalla tomba fa uscire la vita.
Le donne, alla fine, «abbracciarono i piedi» di Gesù (Mt 28,9), quei piedi che per venirci incontro avevano fatto un lungo cammino, fino ad entrare e uscire dalla tomba. Abbracciarono i piedi che avevano calpestato la morte e aperto la via della speranza. Noi, pellegrini in cerca di speranza, oggi ci stringiamo a Te, Gesù Risorto. Voltiamo le spalle alla morte e apriamo i cuori a Te, che sei la Vita.

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PASQUA DI RISURREZIONE
Oggi riecheggia in tutto il mondo l’annuncio della Chiesa: “Gesù Cristo è risorto!” – “È veramente risorto!”.
Come una fiamma nuova questa Buona Notizia si è accesa nella notte: la notte di un mondo già alle prese con sfide epocali ed ora oppresso dalla pandemia, che mette a dura prova la nostra grande famiglia umana. In questa notte è risuonata la voce della Chiesa: «Cristo, mia speranza, è risorto!» (Sequenza pasquale).
È un altro “contagio”, che si trasmette da cuore a cuore – perché ogni cuore umano attende questa Buona Notizia. È il contagio della speranza: «Cristo, mia speranza, è risorto!». Non si tratta di una formula magica, che faccia svanire i problemi. No, la risurrezione di Cristo non è questo. È invece la vittoria dell’amore sulla radice del male, una vittoria che non “scavalca” la sofferenza e la morte, ma le attraversa aprendo una strada nell’abisso, trasformando il male in bene: marchio esclusivo del potere di Dio.
Il Risorto è il Crocifisso, non un altro. Nel suo corpo glorioso porta indelebili le piaghe: ferite diventate feritoie di speranza. A Lui volgiamo il nostro sguardo perché sani le ferite dell’umanità afflitta.
In queste settimane, la vita di milioni di persone è cambiata all’improvviso. Per molti, rimanere a casa è stata un’occasione per riflettere, per fermare i frenetici ritmi della vita, per stare con i propri cari e godere della loro compagnia. Per tanti però è anche un tempo di preoccupazione per l’avvenire che si presenta incerto, per il lavoro che si rischia di perdere e per le altre conseguenze che l’attuale crisi porta con sé. Incoraggio quanti hanno responsabilità politiche ad adoperarsi attivamente in favore del bene comune dei cittadini, fornendo i mezzi e gli strumenti necessari per consentire a tutti di condurre una vita dignitosa e favorire, quando le circostanze lo permetteranno, la ripresa delle consuete attività quotidiane.
indifferenza, egoismo, divisione, dimenticanza non sono davvero le parole che vogliamo sentire in questo tempo. Vogliamo bandirle da ogni tempo! Esse sembrano prevalere quando in noi vincono la paura e la morte, cioè quando non lasciamo vincere il Signore Gesù nel nostro cuore e nella nostra vita. Egli, che ha già sconfitto la morte aprendoci la strada dell’eterna salvezza, disperda le tenebre della nostra povera umanità e ci introduca nel suo giorno glorioso che non conosce tramonto.
Con queste riflessioni, vorrei augurare a tutti voi una buona Pasqua.

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COMMENTO DI SABRINA MANUELLI
“La Luce del Cristo che risorge glorioso, disperda le tenebre del cuore e dello Spirito”.
Inizia così la Veglia in cui tutta la Chiesa rivive il momento della Risurrezione di Gesù.
In questa notte particolare, i cristiani di tutto il mondo si sentono uniti e protagonisti di questa grande rivoluzione, che cambia completamente la storia e infonde speranza nei cuori di tutti.
La parola chiave di oggi è “speranza”.
Cristo Signore è Risorto per noi! Con la Sua Onnipotenza, egli ha vinto la morte con l’amore e ha trasformato il male in bene, così come sta scritto nella Preghiera di Ester “Volgi il nostro lutto in gioia e le nostre sofferenze in salvezza”.
Egli ha preso su di sè le indelebili piaghe dell’umanità; e a lui ci rivolgiamo con fiducia affinchè sani le ferite dell’umanità afflitta. Quest’anno il mondo è triste ed afflitto a causa di questa pandemia che lo ha invaso, e non ha lasciato scampo a molti che purtroppo ci hanno preceduto in Paradiso.
Preghiamo con voce incessante ed eleviamo inni di Lode al Nostro Dio, affichè “disperda le tenebre dell’umanità e ci introduca nel suo giorno glorioso che non conosce tramonto”.
Cristo Luce del Mondo porti gioia e speranza nelle nostre case, e faccia in modo che tutti diventiamo più buoni, togliendo dal nostro cuore le pietre dell’indifferenza, dell’egoismo, della divisione e della dimenticanza.
Oggi, al termine della Celebrazione, il Santo Padre ha impartito la Solenne Benedizione Urbi et Orbi a tutto il mondo; anche questo è un segno di speranza nel giorno in cui Cristo sconfigge le tenebre ed illumina i cuori e le strade del mondo.

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In questo giorno di festa rendiamo grazie a Dio.
Amen Alleluia.