“Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà”

Illustrazioni Vangelo Cristian Nencioni

I Domenica di Avvento anno B

29 novembre, san Saturnino di Tolosa

Mc 13,33-37

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare.
Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati.
Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».

COMMENTO

L’Avvento inaugura un nuovo anno liturgico e ci prepara alla celebrazione della nascita del Salvatore. Ogni anno che passa, però, sembra ignorare sempre più le gioie del Natale. Per quale motivo?

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Le melodie natalizie, nei focolari cattolici, cominciano a suonare nel tempo di avvento, facendo respirare l’aria innocente, profumata e pulita delle feste che si avvicinano. Nel mondo moderno, invece, si voltano le spalle all’innocenza natalizia come se fosse un fastidioso ricordo che bisogna rinchiudere nell’armadio delle cose vecchie. E perché? Perché sempre meno luci, colori, meno simboli religiosi, meno atmosfera di candore?

Perché il mondo ha smesso di vigilare e si è addormentato nel peccato. E non solo alcuni uomini ma generazioni e generazioni intere sono state sedotte dal male. Il moltiplicarsi dei peccati ha costituito un processo di decadenza che molti hanno chiamato Rivoluzione. Il Prof. Plinio Correa de Oliveira così lo descrive nella sua opera “Rivoluzione e Contro-Rivoluzione”:

“L’uomo, con le sole forze della sua natura, può conoscere molte verità e praticare diverse virtù. Tuttavia, senza l’aiuto della grazia, non gli è possibile perseverare nella conoscenza e nella pratica di tutti i comandamenti. Questo vuol dire che in ogni uomo decaduto vi sono sempre la debolezza dell’intelligenza e una tendenza primordiale, e anteriore a qualsiasi ragionamento, che lo incita alla ribellione contro la legge. Questa tendenza fondamentale alla ribellione può, in un dato momento, avere il consenso del libero arbitrio. L’uomo decaduto pecca, così, violando l’uno o l’altro comandamento. Ma la ribellione può andare oltre, e giungere fino all’odio, più o meno inconfessato, contro l’ordine morale stesso nel suo insieme. Questo odio, per essenza rivoluzionario, può generare errori dottrinali, e condurre perfino alla professione cosciente ed esplicita di princìpi contrari alla legge morale e alla dottrina rivelata, in quanto tali, e ciò costituisce un peccato contro lo Spirito Santo. Quando questo odio cominciò a guidare le tendenze più profonde della storia dell’Occidente, ebbe inizio la Rivoluzione, di cui oggi si dispiega il processo e sui cui errori dottrinali tale odio ha impresso vigorosamente il suo marchio. Questo odio è la causa più attiva della grande apostasia dei nostri giorni. Per sua natura è qualcosa che non può essere ridotto semplicemente a un sistema dottrinale: è la passione sregolata, al più alto grado di esacerbazione.”

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Se vogliamo tornare a festeggiare con gioia candida e spirito veramente religioso le feste del Natale a cui ci prepariamo vivendo con intensità l’Avvento, apriamo gli occhi del cuore per percepire il male che ci circonda, come un leone che cerca di divorarci. Il suo nome è Rivoluzione, la sua forza sono le passioni disordinate in stato di ebollizione. Restiamo vigili, come ci comanda il Signore, e preghiamo perché il mondo possa essere liberato dalla schiavitù dei vizi; perché noi siamo preservati dal contagio del male o purificati da esso e; finalmente, perché tornino i giorni puliti, luminosi e benedetti del vero Natale.