Home Testimonianze di Fede Gli incontri di una bambina con la Madonna, prima di morire

Gli incontri di una bambina con la Madonna, prima di morire

Foto di Blumeline da Pixabay

La storia di Sara Mariucci

 Monsignor Mario Ceccobelli, vescovo emerito di Gubbio, è stato incaricato a raccogliere tutti gli elementi, testimonianze e dati che riguardano il caso della piccola Sara Mariucci.

Il padre francescano eremita Francesco Ferrari è l’uomo chiave dell’indagine che riguarda i fatti straordinari della bambina morta a 3 anni e 7 mesi, a causa di una scarica elettrica mentre si trovava al mare con i genitori.

Per molti anni il padre francescano, ha studiato il caso raccogliendo un dossier molto ampio di dettagli.

Il caso della piccola Sara, è seguito con molta attenzione dalla diocesi di Gubbio e non solo. Questa storia raccoglie molti elementi di misticismo. Padre Francesco ne parla in un piccolo volume “Storia di Sara”.

Sara nasce il 31 dicembre 2002 a Gubbio, figlia secondogenita di Michele Mariucci e Anna Armentano, gli eventi che riguardano la sua storia si svolgono nell’arco di un breve tempo: dal luglio 2006 all’agosto 2006.

Nel luglio 2006, la piccola Sara incontra la Madonna, la bimba raccontò tutto alla madre, la sera del 4 agosto alle ore 21.

La famiglia Mariucci il 4 agosto era ospite di Rosa (sorella di Anna) a Francavilla Marittima, provincia di Cosenza per trascorrere le vacanze estive, come era solito fare tutti gli anni.

Questi sono i racconti di mamma Anna: «Eravamo abbracciate e io la coccolavo un po’. Fuori c’era aria di tempesta e il cielo era squarciato da grossi lampi seguiti da fragorosi tuoni. Mentre la tenevo tra le braccia, Sara mi disse: – Mamma, mi racconti una storia?».

La donna rispose così: «Amore, siamo state tutt’oggi al mare, la mamma è stanca, te la racconta domani. Ora dormiamo». Subito dopo le diede un bacio e sentendo silenzio, pensava che Sara si fosse addormentata e invece sentì subito dalla sua voce il seguente racconto:

– Quando ero piccola piccola ero in un posto lontano lontano, meraviglioso, su una nuvoletta.

– E con chi eri?

– Con Mamma Morena.

– E chi è Mamma Morena?

– È l’altra mia Mamma.

– L’altra tua mamma? Com’è questa Mamma Morena?

– È buonissima.

– Più buona di mamma Anna?

– Sì.

– Davvero, sei sicura?

– Sì.

– E di che colore ha i capelli?

– Blu.

– E gli occhi?

– Castani come i miei.

– E tu lasceresti mamma Anna per andare con Mamma Morena?

– Sì. – Rispose con un sorriso che le illuminò il viso, lasciandomi senza parole.

– Dormiamo ora… buonanotte – le sussurrai.

Anna turbata dal racconto, andò a riferire tutto al marito e alla sorella Rosa.

Anna ci tiene a sottolineare che non c’era nessun parente o amica che si chiamasse con quel nome e così anche il 5 agosto, quando nuovamente si ritrovarono tutti insieme in spiaggia al villaggio “Stella Maris”, la piccola Sara nominò nuovamente mamma Morena:

Io le dissi: – Sara, non stare seduta sulla sabbia, su, che ti debbo mettere il costumino.

Lei mi rispose: – Mamma Morena non mi sgrida.

Poco dopo, si trovavano al tavolo di un bar tutta la famiglia e la bimba si era spostata andando verso le motociclette per i bambini poste su una pedana metallica, le moto ebbero un corto circuito e la bimba trovandosi sulla pedana venne fulminata, furono inutili i soccorsi.

I funerali si svolsero il 7 agosto alla chiesa di San Martino in Colle a Gubbio.

L’8 agosto, il padre della bimba Michele, decise di fare delle ricerche su internet per vedere se esisteva “mamma Morena” e con grande stupore trovò che in Bolivia, a Capocabana, esiste un santuario dedicato alla Madonna Morena, che si festeggia il 5 agosto, il giorno in cui la piccola confessò alla madre di aver incontrato Mamma Morena.

Nel settembre 2006, Michele, Anna e Rosa decidono di andare in pellegrinaggio in Bolivia.

Dopo la morte di Sara, molte sono le persone che testimoniano di avere ricevuto un miracolo e una guarigione pregando sulla tomba della bambina. Il caso di Sara adesso è nelle mani del nuovo vescovo di Gubbio monsignore Luciano Paolucci Bedini.

Fonte. Gaudium Press di Rita Sberna